Appello per il NO

Appello per il NO
novembre 24 10:47 2016 Stampa questo articolo

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Cambiare per avere una costituzione peggiore è sbagliato.
Va ricordato che, con l’attuale Costituzione, l’Italia è arrivata ad essere tra le maggiori potenze industriali del mondo. Dunque è giusto e necessario votare No, perché nessuna Nazione può permettersi una costituzione malfatta. Questi sono i giorni decisivi e molti elettori indecisi sono frastornati dalla propaganda di generico “cambiamento” ripetuta alla nausea.

Secondo noi i punti decisivi per cui votare No e compiere un atto di saggezza sono:

1. Il Senato non viene abolito ma rimane composto da consiglieri regionali e sindaci, che sono stati eletti nei loro territori e sono quotidianamente impegnati per tutt’altre funzioni diverse da quella di comporre il Senato.

2. E’ un Senato non eletto dal popolo si restringono gli spazi di democrazia e di partecipazione, non è neanche un Senato delle Autonomie: ci sono modi razionali e trasparenti in Occidente per avere un sistema federale, come ad esempio in Germania dove nel Senato siedono i governatori delle regioni.

3. Non è affatto abolito il bicameralismo perfetto: la “navetta”, che una legge compie tra Camera e Senato, rimane per almeno dieci diversi procedimenti legislativi. Aumenta in tal modo la confusione di funzioni tra le due camere, con un sicuro incremento di lavoro per la Corte Costituzionale, che viene impegnata grandemente per dirimere la conflittualità e le controversie tra Camera e Senato.

4. Il nuovo Senato non fa affatto risparmiare 500 milioni di euro. Se ne risparmiano solo poco più di 50. E bisognerà pagare spese di viaggio e soggiorno romano ai senatori oltre a corposi staff per collaborazioni volte ad aiutarli a svolgere le loro funzioni dai rispettivi territori.

5. La riforma costituzionale è strettamente legata alla legge elettorale, che nell’attuale scenario politico permette ad un partito che rappresenta solo una degli italiani di avere una maggioranza spropositata alla Camera, eleggersi i giudici costituzionali, imporre il presidente della Repubblica e mettere i propri uomini alla Rai.

6. Con l’attuale legge elettorale i capilista sono eletti obbligatoriamente a prescindere dalla volontà degli elettori a cui viene sottratto il diritto di esprimere preferenze dentro la lista di riferimento. E’ già stato calcolato che due terzi della Camera dei Deputati saranno in tal modo imposti dalle segreterie dei partiti.

7. La riforma costituzionale sottrae alle regioni decisioni in materia ambientale e di governo del territorio, non modifica affatto la governance della sanità in quanto la programmazione, l’organizzazione e la gestione dei servizi rimangono in capo alle regioni stesse, lasciando intatti i ventuno diversi sistemi sanitari locali.

Sono già pronti progetti di legge che nell’arco di un anno possono cambiare il bicameralismo paritario in maniera pulita e razionale. Il Cnel si può abolire con una rapida legge costituzionale e lo stesso vale per altre modifiche tecniche su cui tutti sono d’accordo.

Per questi semplici motivi è giusto e necessario votare e far votare NO a una riforma pasticciata, messa insieme con superficialità, che ben undici ex presidenti della Corte costituzionale (trasversalmente di centrodestra e di centrosinistra) hanno giudicato cattiva, sottolineando che indebolisce anche il potere di controllo del parlamento.

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“La Città Futura” è una libera associazione culturale e politica, interessata a sviluppare e promuovere il confronto e il dibattito su temi che appartengono al patrimonio culturale della sinistra italiana ed europea quali giustizia e promozione sociale, contrasto alle diseguaglianze, accoglienza ed integrazione, salvaguardia dell’ambiente e tutela del paesaggio, ecologia e sviluppo sostenibile, diritti civili e laicità dello stato, democrazia, trasparenza e partecipazione.
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