Ancora a parlare di teoria gender?

Ancora a parlare di teoria gender?
gennaio 20 12:35 2016 Stampa questo articolo

Ancora una volta, sulla stampa locale, è comparso un articolo pieno di falsità sulla cosiddetta “teoria gender”. Sembra che a nulla sia servito l’equilibrato intervento dell’ottobre scorso della Diocesi di Senigallia, citiamo:

In questi ultimi tempi si fa un gran parlare di tematiche che ruotano intorno alla parola “gender” (genere) e che finora non rientravano nei pensieri di genitori ed educatori. Ciò che appare a prima vista è una discreta confusione di termini, di concetti, di spiegazioni.

Niente da fare: la confusione continua a regnare sovrana.
Sorvoliamo su alcune affermazioni delle “sentinelle” che potremmo tranquillamente definire ridicole, tipo quella sulla doverosa estensione, prevista dal ddl Cirinnà, alle unioni civili tra persone dello stesso sesso delle pensioni di reversibilità, nate invece, a loro parere, esclusivamente per le donne che stanno a casa ad accudire la prole (pare sia questa la visione che hanno della donna).
Dal nostro punto di vista il disegno di legge Cirinnà (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) non è certamente il massimo, anzi, diciamo che è il minimo sindacale in materia, ma rispetto a certi attacchi oscurantisti, oltretutto basati su affermazioni prive di fondamento, è necessario quanto meno far emergere alcuni dati di verità.
Il ddl Cirinnà non prevede né le adozioni gay né l’utero in affitto. Regola invece la stepchildadoption (il riconoscimento del secondo genitore) che è la possibilità, per uno dei due partner dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, di adottare il figlio biologico o adottivo dell’altro partner. Né più né meno di quanto già prevede la legge che regolamenta le unioni civili tra persone di sesso diverso, la 184/1983, alla lettera b) dell’articolo 44. E’ una norma che vuole tutelare i bambini che vivono tali situazioni ed è davvero curioso che ai difensori dell’infanzia sfugga questo dettaglio.
Per quanto riguarda il cosiddetto “utero in affitto”, che è un modo dispregiativo per definire la “maternità surrogata”, non è attualmente una pratica permessa in Italia e scorrendo l’intero testo del ddl Cirinnà non vi si trovano nemmeno minimi accenni. Altro che malvagi genitori che “fabbricano bambini”!.
A proposito: ma il Pinocchio di Collodi non è un pericoloso libro che diffonde la “teoria gender”? Non se ne sono ancora accorti? Si perché ciò che più ci impressiona negativamente di questo articolo che, nostro malgrado, ci è toccato leggere, è il perseverare nell’accanimento contro i libri. Un modo di fare che ci rimanda a tempi e luoghi in cui regnavano e regnano l’inciviltà, l’ignoranza e la mancanza di libertà. Come si può aver paura di un libro per bambini come “Nei panni di Zaff”? Un storia che, in maniera giocosa e divertente, affronta un tema importante: quello della discriminazione che spesso i bambini subiscono, tanto da loro coetanei quanto da adulti, nella libera esplorazione della propria identità. Un libro che contiene un messaggio valido anche per genitori ed educatori, affinché accompagnino la crescita dei bambini senza ansia, paura ed emarginazione.
Sarà il caso di leggerli i libri, e di provare a capirli, invece di metterli al bando.

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“La Città Futura” è una libera associazione culturale e politica, interessata a sviluppare e promuovere il confronto e il dibattito su temi che appartengono al patrimonio culturale della sinistra italiana ed europea quali giustizia e promozione sociale, contrasto alle diseguaglianze, accoglienza ed integrazione, salvaguardia dell’ambiente e tutela del paesaggio, ecologia e sviluppo sostenibile, diritti civili e laicità dello stato, democrazia, trasparenza e partecipazione.
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