Alluvione e dissesto idrogeologico: 4 questioni da cui ripartire

Alluvione e dissesto idrogeologico: 4 questioni da cui ripartire
gennaio 05 11:07 2016 Stampa questo articolo

Alluvione e dissesto idrogeologico: quattro questioni da cui ripartire:

  1. Non è un problema semplice.
    Crediamo innanzitutto che vadano evitate facili conclusioni, posizioni prese “di pancia”, magari sostenute da idee personali, popolari o tradizionali. Al contrario, va mantenuto un orientamento scientificamente corretto, rigoroso anche se impopolare.
    Riteniamo serva un approccio di sistema, interdisciplinare e su scala di bacino; un’analisi complessa a cui far seguire non pochi isolati provvedimenti, bensì un percorso articolato in diverse azioni coerenti, vasto come il nostro bellissimo territorio, fatto di risorse e fenomeni tra loro interconnessi.
  2. Più natura, meno uomo.
    Le alluvioni, e in generale il dissesto idrogeologico, sono fenomeni in cui la natura si riprende i propri spazi e ci chiede di fare un passo indietro. A questa richiesta, la nostra risposta deve essere: meno antropizzazione, meno consumo di territorio, meno ruspe nei fiumi. Un passo indietro che non significa andarsene ma fare le opere necessarie e rispettose del fatto che siamo ospiti dell’ambiente, e non suoi dominatori assoluti.
  3. I prossimi passi.
    Da alcuni anni le direttive europee in tema ambientale spingono per il ripristino delle pianure alluvionali e incentivano il ricorso alla laminazione diffusa, con approcci orientati alla riduzione del rischio. Crediamo vada data priorità a queste misure di ritenzione naturale dell’acqua, che apportano benefici proprio perché basate su processi naturali; in quest’ottica è sempre più urgente tornare a considerare l’agricoltura come uno strumento per la corretta manutenzione dei fondi agricoli.
    Riguardo al tratto cittadino del Misa, oltre alla manutenzione ordinaria, riteniamo sia necessario, quale misura strategica, iniziare a programmare il rifacimento dei ponti del centro storico.
  4. Non si parte da zero.
    L’istituzione dei Consorzi di Bonifica, competenti su tutti i corsi d’acqua minori, e la programmazione coordinata dal cosiddetto “assetto di progetto” sono tappe importanti da sostenere e da rafforzare, anche attraverso la loro apertura verso il “contratto di Fiume”. Crediamo che serva un piano globale per il bacino Misa-Nevola, coordinato e partecipato, che rimetta le comunità al centro delle scelte progettuali.
    Su questo aspetto, la presenza di Simone Ceresoni all’interno dell’organismo di supporto per l’attuazione del programma di mandato, con delega specifica riguardo al contratto di fiume e le aree urbanistiche strategiche e in degrado, rappresenta una garanzia di sensibilità, conoscenza e capacità amministrativa.

Nella foto: la golena Pascoletto (Moesa a Grono), un esempio virtuoso di rinaturalizzazione che rende il fiume più bello e più sicuro.

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“La Città Futura” è una libera associazione culturale e politica, interessata a sviluppare e promuovere il confronto e il dibattito su temi che appartengono al patrimonio culturale della sinistra italiana ed europea quali giustizia e promozione sociale, contrasto alle diseguaglianze, accoglienza ed integrazione, salvaguardia dell’ambiente e tutela del paesaggio, ecologia e sviluppo sostenibile, diritti civili e laicità dello stato, democrazia, trasparenza e partecipazione.
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2 Commenti

  1. Claudio Netti
    gennaio 06, 19:09 #1 Claudio Netti

    Apprezzo molto il tono ed il contenuto dell’articolo, condivido l’approccio. La soluzione del problema è la messa in campo di un complesso di azioni che prenda in considerazione il Misa ed il Nevola come bacino tenuto conto, peraltro, che pur nella evidenza di criticità, si tratta di un bacino che non arriva a 400 Km. quadrati. C’è un posto dove cominciare una costruttiva ed immediata discussione ?
    claudio netti – consorzio di bonifica delle marche

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  2. Simone Ceresoni
    gennaio 07, 15:29 #2 Simone Ceresoni

    Lo spazio e il tempo del confronto potrebbero essere scanditi entro il percorso del cosiddetto “Contratto di Fiume”, a cui come La Città Futura presteremo massima attenzione e a cui invitiamo singoli e associati a partecipare.

    Mercoledì 13 gennaio è stata programmata per le 17.30 una nuova seduta dei soggetti che partecipano al Contratto di Fiume – la prima dopo il rinnovo elettorale di Sindaco, Giunta e Consiglio.

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