Dean Hajredini: “migranti che stazionano nei parcheggi: ecco una strada innovativa”

Dean Hajredini: “migranti che stazionano nei parcheggi: ecco una strada innovativa”
maggio 21 20:44 2015 Stampa questo articolo

Credo sia arrivato il momento di affrontare in maniera seria, concreta e civile la questione dei ragazzi che stazionano nei parcheggi della città.  Non credo assolutamente percorribile la strada dell’utilizzo delle forze dell’ordine per allontanarli. Bisogna sempre tenere presente che sono ragazzi in difficoltà economica e quindi sociale, per ciò non la si può liquidare come una mera questione di sicurezza. Occorre ragionare anche in un’ottica sociale.


Penso quindi si debba perseguire una strada innovativa che a mio modo di vedere potrà, a lungo andare, dare i suoi frutti. Non sono qui a proporre soluzioni. Non ancora. Intendo proporre una strada da percorrere. Molti cittadini vivono una percezione soggettiva di fastidio per essere raggiunti, con più o meno insistenza, da chi staziona nei parcheggi. Si tratta di una reazione soggettiva, quindi diversa da persona a persona.

Di fronte a temi così complessi prima della proposta credo ci debba essere sempre la conoscenza che in questo caso è, ad oggi, insufficiente. Per attingere ad una migliore conoscenza del fenomeno ritengo quanto mai opportuno il coinvolgimento delle associazioni cittadine che si occupano dei temi dell’integrazione e della multiculturalità. I volontari delle associazioni (in grado di accostarsi ai migranti senza suscitare paure o diffidenze) potrebbero essere coinvolti nella somministrazione di un questionario finalizzato ad avere informazioni precise sui cui risultati costruire proposte e progetti. Penso inoltre che i risultati di queste indagini debbano essere rese pubbliche in quanto solo la conoscenza dei fenomeni è in grado di sconfiggere pregiudizi e paure.

L’istituzione a Senigallia di un “Osservatorio dei diritti umani” e il potenziamento della Consulta degli immigrati saranno al centro di questo progetto. Attraverso l’istituzione dell’Osservatorio, in modo strutturato e non episodico, si acquisiranno le conoscenze a supporto delle politiche volte a garantirne il pieno rispetto. L’Osservatorio si configura come un centro di ricerca, di informazione, di analisi e di proposta volto a promuovere il costante rispetto di tali diritti e a sollecitare in tal senso tutti gli enti/organizzazioni che ne sono corresponsabili. La conoscenza acquisita attraverso l’attività dell’Osservatorio ispirerà l’azione dell’Amministrazione comunale.

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