Non di sola auto…

Non di sola auto…
marzo 20 09:55 2012 Stampa questo articolo

Uno dei più grandi e gravi problemi per le amministrazioni comunali del nostro tempo è rappresentato dal traffico. E’ sufficiente leggere articoli di giornali locali, forum, o rubriche in cui i cittadini scrivano al Sindaco della loro città, per accorgersi che nove volte su dieci i temi trattati riguardano  parcheggi, limitazioni del traffico,  piste ciclabili e zone pedonali.

I problemi dei nostri agglomerati urbani sono sotto gli occhi di tutti. Molti decenni di cultura profondamente autocentrica e irrispettosa degli altrui diritti hanno ridotto le nostre città, piene di storia e magnificenza, in enormi garage ed autodromi a cielo aperto dove vige la legge del più forte e dove il più forte è sempre l’automobilista. Città progettate e cresciute quando il traffico veicolare era praticamente inesistente si sono trovate completamente impreparate all’invasione, neanche troppo graduale, di decine di migliaia di automobili.

Troppe sono le ricadute dell’arrivo rumoroso di questa mandria di bisonti di lamiera nei nostri centri urbani. Troppe e troppo devastanti:  inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, congestione stradale, incidenti, consumo di spazio urbano. Spazio pubblico occupato dai veicoli privati e precluso all’uso di pedoni, ciclisti, bambini, anziani, disabili. Spazio pubblico precluso alla vita quotidiana e alle relazioni sociali dei cittadini, con conseguente degrado delle aree urbane interessate.

Le amministrazioni locali tentano di far fronte a questi problemi in molti modi. Il più vecchio e il più usato sinora è quello di costruire nuove strade. E’ un metodo che secondo molti esperti di mobilità non risolve il problema. Produce consumo di territorio e degrado ambientale e paesaggistico, ma, nonostante le centinaia di migliaia di chilometri di strade costruite in Italia nell’ultimo secolo, i problemi di traffico non sono stati risolti.

Queste infrastrutture, spesso faraoniche, hanno inoltre dissanguato i bilanci degli enti pubblici e agevolato sovente fenomeni tangentizi e pubbliche ruberie di ogni genere.

Quel che è peggio però è che queste opere non hanno quasi mai diluito, annullato o neutralizzato il traffico. Più strade uguale più traffico. E’ il famoso, e ormai comprovato da numerosi studi, concetto di traffico latente, per cui le strade vuote richiamano traffico fino a riempirsi nuovamente.

Con l’aiuto di esperti e studiosi di mobilità alternative si è provato, negli ultimi vent’anni, ad invertire la tendenza: zone pedonali, tasse di ingresso, parcheggi a pagamento, zone a traffico limitato, congestion charge, road pricing, pollution charge, car pricing, domeniche senz’auto ecc. Sono tutti tentativi,  più o meno riusciti, per regolare, limitare, disincentivare l’uso dell’automobile privata, soprattutto in città e specialmente nei centri storici e nelle aree ad alte densità abitativa non periferiche.

Sono misure spesso efficaci, ma da sole non bastano e anzi rischiano, a volte, di aggravare il problema. Isolare al traffico urbano un area senza dare alternative alla mobilità privata può infatti creare una concentrazione ancor maggiore di traffico nelle aree di contorno, ovvero in tutti quei luoghi urbani esclusi dalle misure di attenuazione, spostando il problema da una zona all’altra della città senza risolverlo.

Ecco allora che in molte città si sono sperimentate forme di mobilità alternative all’uso dell’auto, sistemi di piste ciclabili e progettazioni urbane che consentano di poter rinunciare all’automobile, senza rimpianti e senza danni; innalzando nel contempo la qualità della vita di tutti gli utenti delle strade cittadine.

Di seguito presentiamo i principali sistemi di mobilità alternativa all’auto e alcuni interessanti esperienze.

 

Muoversi bene

 

Trasporto pubblico

E’ la forma più antica di mobilità alternativa al mezzo privato, costituita da autobus più o meno grandi, tram, filobus, funicolari, treni urbani o metropolitane e taxi.

Ha il vantaggio di decongestionare il traffico urbano, di abbattere i costi di spostamento, di non impegnare alla guida più persone e quindi di ridurre il rischio di incidenti, di ridurre i tempi di spostamento in presenza di corsie preferenziali e, in qualche caso, di poter rinunciare non solo all’uso ma anche al possesso dell’auto privata.

Sono innegabili i vantaggi sociali e ambientali del trasporto pubblico. Sarebbero necessari però stanziamenti importanti di risorse pubbliche. Invece le recenti finanziarie hanno provveduto a tagliare con la scure, assestando così un colpo mortale a tutto l’impianto che negli anni si era provato a mettere in opera da parte degli enti pubblici locali.

Bike Sharing

Il servizio, operativo a Senigallia da qualche anno, prevede l’installazione in diversi punti della città di stazioni dove è possibile prelevare una bicicletta che verrà poi restituita nella medesima postazione o in un’altra dello stesso circuito. Ovviamente occorre registrarsi per ricevere la chiavetta codificata. Nella nostra città il servizio è gratuito, ma subordinato ad un versamento di una cauzione di 10 euro ed è attivo dalle 7 del mattino all’una di notte. Unica controindicazione riscontrata la pesantezza delle biciclette. Nel resto del mondo comunque questo tipo di servizio ha conosciuto un grande successo perché permette di ovviare al problema de “l’ultimo chilometro” ovvero quel tratto di percorso che va dalla fermata del mezzo pubblico o dal parcheggio al punto di destinazione.

Car Pooling

Il Car Pooling è una modalità di trasporto che permette di condividere la propria auto abbattendo i costi di spostamento e quindi il numero di veicoli circolanti e l’inquinamento. Il Car Pooling ha inoltre l’indubbio vantaggio di migliorare i rapporti sociali tra le persone. Negli ultimi anni sono nate numerose piattaforme web che consentono l’incontro tra utenti .

Internet ha dato impulso al Car Pooling attraverso siti di social networking dedicati, facilitando l’informazione e la conoscenza tra le persone, aiutando a superare l’ostacolo della diffidenza di viaggiare con sconosciuti.

Autobus a chiamata

Una via di mezzo tra il taxi e l’autobus. L’utente si rivolge ad un call center e tramite una rete computerizzata si effettua un trasporto porta a porta su chiamata telefonica organizzato in maniera capillare su autobus a 9 o 10 posti.

Piedibus

Il Piedibus è un autobus che va a piedi. Riservato ai bambini delle scuole e degli asili ed è un mix tra una forma di mobilità alternativa e una buona pratica che serve a sensibilizzare i piccoli utenti di questo “servizio – gioco” all’importanza di muoversi nel proprio quartiere in modo sano ed ecologico. Il Piedibus è guidato da due volontari adulti: il conducente che apre la fila e il controllore che la chiude. Come l’autobus il Piedibus parte da un capolinea e effettua fermate per “far salire a bordo” i bambini lungo tutta la linea.

A Senigallia il Piedibus è svolto all’interno del Mobility Game, un gioco a punti organizzato dal Comune di Senigallia per sensibilizzare gli alunni delle scuole alla mobilità alternativa.

Purtroppo questo “gioco” è ancora soltanto un esperimento, confinato in un ristretto lasso di tempo (due mesi), potrebbe diventare una pratica consolidata e diffusa.

Car Sharing

Il Car sharing, o auto condivisa, è un servizio che permette di utilizzare un’ automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio e pagando in ragione dell’utilizzo fatto. La macchina viene messa disposizione dal comune o da un agenzia preposta ad espletare il servizio e la tariffa corrisposta è mista: si paga una cifra fissa oraria sommata ad un prezzo che varia in base al numero di chilometri effettivamente percorsi.

Questo servizio permette di abbattere i costi di possesso dell’auto privata che secondo le ultime stime ammontano a circa duemila euro l’anno. Consente inoltre di diminuire drasticamente il numero di veicoli circolanti migliorando le condizioni di traffico e di inquinamento. Funziona molto bene nei grandi centri urbani, più difficile, anche a causa degli alti costi di gestione, il suo sviluppo nelle città sotto i centomila abitanti.

 

Good News

 

Car Sharing condominiale

Nella città di Roma si sta sperimentando una forma di car sharing molto innovativa. Si tratta del car sharing condominiale. Due vetture sono state messe a disposizione del condominio di via Casal Bertone 66, dall’Agenzia Roma Servizi di Roma Capitale.

I condomini possono fruire delle due auto a prezzi particolarmente vantaggiosi previa prenotazione.

In futuro i mezzi saranno integrati da auto elettriche ricaricabili con l’apposita colonnina già esistente nel garage dell’edificio.

Il progetto su larga scala “Casal Bertone 2020” prevede la trasformazione dell’intera zona in un isola ecologica certificata grazie a sistemi domotici, orti urbani e piste ciclo-pedonali.  In tale contesto il Car-Sharing elettrico si pone come sistema cardine del progetto di mobilità ambientalmente sostenibile.

Jungo! Un po’ Car Pooling un po’ autostop

E’ un sistema di mobilità che abbina l’estrema flessibilità dell’autostop alla condivisione dei costi del Car Pooling.

Per diventare Junghisti è necessario iscriversi a Jungo sull’apposito sito. Si riceverà al momento dell’iscrizione una tessera tipo bancomat o carta di credito. La tessera certifica l’assenza di precedenti penali e di comportamenti scorretti che in caso contrario sarebbero stati comunicati alla centrale che avrebbe tempestivamente escluso l’iscritto dal circuito Jungo. Muniti dell’apposita tessera ci si recherà ai bordi di una strada percorsa da mezzi che vanno nella nostra stessa direzione.

Si alzerà il braccio nella posizione classica dell’autostop ma tenendo ben visibile in mano la tessera di appartenenza a Jungo di colore rosa. Gli automobilisti che conoscono il servizio o appartenenti a Jungo si fermeranno a concedere un passaggio allo Junghista.  http://www.jungo.it/

 

Dalla Provincia

InAutoInsieme

 

da Marcello Mariani

E’ il progetto di car pooling che coinvolge i dipendenti di vari enti pubblici con sede nella zona Baraccola di Ancona.

Il progetto nasce a marzo 2009 per decongestionare un‘area a forte incidenza di pendolarismo, per un migliore e più razionale utilizzo dell’automezzo privato dei pendolari. L’idea è semplice: tre o più pendolari che abitano e lavorano nella stessa zona, arrivano alla sede di lavoro su un’unica vettura. Sono stati coinvolti circa 800 dipendenti, pendolari, residenti e non nel Comune di Ancona che lavorano nei pressi della Zona Baraccola, di vari enti pubblici: la Provincia, l’Inps, l’Erap, l’Arpam, la Direzione Regionale e Provinciale del Lavoro e l’Inpdap.

In accordo con il Comune di Ancona, sono stati realizzati posti macchina riservati agli aderenti al progetto davanti ad ogni ente coinvolto. Oltre al posto riservato sono stati elargiti altri benefit ai partecipanti quali un buono carburante di 10 € ogni 200 km percorsi in regime di carpooling; un blocchetto di buoni sconto GPL di € 60; l’abbonamento annuale alla rivista “Eco-Mobile”; l’atlante stradale dei distributori GPL e metano d’Italia; agevolazioni per chi trasforma la propria auto a gpl o metano.

Il progetto durerà fino a giugno 2012.

Il progetto in seguito è stato esteso anche ai dipendenti di Provincia, Comune e Regione che lavorano nel centro storico di Ancona.

“InAutoInsieme” è stato riconosciuto a livello europeo tra le buone pratiche ambientali.

 

A dicembre 2011 è stato inaugurato un nuovo portale di carpooling di Autostrade per l’Italia e Provincia di Ancona, per una mobilità sostenibile all’interno della provincia marchigiana.

Il nuovo sito di carpooling di Ancona http://ancona.autostradecarpooling.it,  è una soluzione alternativa alla mobilità che consente ad utenti registrati di offrire e chiedere passaggi, al fine di utilizzare un minor numero di automobili per effettuare lo stesso tragitto.

http://ancona.autostradecarpooling.it/

 

Indagine di mobilità sostenibile

realizzata dall’Università Politecnica delle Marche

Ad ottobre 2011 sono stati presentati i risultati dell’indagine di mobilità sostenibile promossa dalla Provincia di Ancona. Un totale di 750 interviste nei sei principali comuni della provincia (250 ad Ancona e 100 a Falconara, Fabriano, Jesi, Osimo e Senigallia) per fotografare i comportamenti dei cittadini relativamente alla mobilità quotidiana e valutare il gradimento degli stessi, e quindi la reale efficacia, di una serie di misure antismog. (M. Mariani)

Report Provincia Mobilità Sostostenibile PDF

http://www.provincia.ancona.it/ecologia/Engine/RAServeFile.php/f/ReportProvinciaMobSost.pdf

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