Aria brusca

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ottobre 08 10:58 2012 Stampa questo articolo

E’ opportuno che Sindaco e Assessori ritornino nelle frazioni e nei quartieri di Senigallia, come fecero all’inizio del loro mandato, per un confronto franco coi cittadini.
Tra gli effetti della crisi economica e finanziaria in atto c’è anche quello, assai rilevante, delle drammatiche difficoltà di bilancio degli enti locali e, tra questi, in modo particolare dei Comuni chiamati a fornire ai cittadini una gran parte dei servizi di cui le comunità locali necessitano per il loro benessere.

Queste difficoltà si sono aggravate a partire dal 2010 con la serie di manovre varate dal governo Berlusconi, che pure continuava a negare cocciutamente la gravità della situazione economica del paese. In un crescendo di cui ancora non si intravvede la fine, anche il governo Monti ha promulgato una serie di manovre – dal Salva Italia del dicembre 2011 ai più recenti provvedimenti di spending review, che impongono ulteriori sacrifici agli enti locali, sacrifici ormai non più sostenibili.
Sostanzialmente le manovre statali, con l’obiettivo di ridurre l’indebitamento complessivo del paese agiscono, nei confronti degli enti locali, attraverso due leve fondamentali: drastica riduzione dei trasferimenti erariali e inasprimento del patto di stabilità.
Bastano pochi numeri per capire come, nel giro di pochissimi anni, la situazione finanziaria del Comune di Senigallia si sia aggravata, passando da un bilancio sano e assolutamente solido ad una drammatica difficoltà a garantirne gli equilibri (rischio disavanzo).
Rispetto ad un volume di entrate correnti di circa 48-50 milioni, i trasferimenti erariali sono passati (per effetto dei tagli) da 9,5 milioni nel 2010, a 7,6 milioni nel 2011, a 4,8 nel 2012.
Di converso gli obiettivi imposti dal patto di stabilità si sono fatti sempre più pressanti, con un crescendo oramai non più sostenibile: obiettivo programmatico 2010: 1,3 milioni; obiettivo programmatico 2011: 1,7 milioni; obiettivo programmatico 2012 e 2013: 4,7 milioni.
Con molti meno soldi (i tagli) il Comune di Senigallia deve riuscire a centrare obiettivi di risparmio che sarebbero stati difficilissimi anche a risorse invariate.
Le conseguenze: difficoltà di cassa (pagamenti degli stipendi, pagamenti dei fornitori), difficoltà a garantire il livello quantitativo e qualitativo dei servizi, impossibilità (per effetto del patto) di pagare le imprese cui è stata affidata la realizzazione delle opere pubbliche, paralisi degli investimenti con i conseguenti effetti depressivi sull’economia locale (imprese e lavoratori).
Ma soprattutto, a questo punto, si fa molto serio il rischio di sfondamento del patto di stabilità, che comporterebbe sanzioni pesantissime tra cui ulteriori tagli dei trasferimenti da parte dello stato nei confronti del nostro comune.
Perciò s’impone la necessità di un confronto tra amministratori e cittadini prima delle prossime scelte di bilancio, che si preannunciano purtroppo difficili e forse anche dolorose.
Ciò che bisogna evitare è di spingere un pezzo di città contro l’altro come, per esempio, qualcuno ha tentato recentemente di fare, in modo irresponsabile, proponendo di tagliare le risorse destinate al sostegno dell’offerta turistica, dimenticando che su di essa si regge la nostra economia.
Sarà invece doveroso perseverare nella riorganizzazione e recupero di efficienza della macchina comunale, puntando anche alla compressione delle spese di funzionamento, ma difficilmente ciò sarà sufficiente. Potrebbe essere pertanto inevitabile rivedere le modalità di gestione ed erogazione dei servizi comunali, compresi quelli a carattere sociale, con l’obiettivo di ridurne i costi pur senza intaccarne qualità e quantità. Da riconsiderare, in questo quadro, anche i criteri di compartecipazione alla spesa da parte degli utenti tenendo fermo il principio di equità per cui chi ha di più deve essere chiamato a contribuire maggiormente. Laddove non si riuscisse in questo sforzo, di cui, ripeto, devono essere resi consapevoli e partecipi i cittadini, il rischio è quello, deprecato, di dover agire sulla leva fiscale o di dover rinunciare ad alcuni servizi. L’auspicio è che, in una fase così difficile, le forze politiche tutte, pur nel rispetto della diversità dei ruoli tra maggioranza di governo ed opposizione, sappiano esercitare la propria funzione in modo responsabile concorrendo alla costruzione di soluzioni che aiutino la città a superare le difficoltà del momento e alla conservazione di quella coesione sociale che è uno dei beni più preziosi su cui si fonda la nostra comunità.

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Roberto Primavera

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