Analisi sul mercato del lavoro nel senigalliese e focus sul lavoro stagionale

Analisi sul mercato del lavoro nel senigalliese e focus sul lavoro stagionale
marzo 10 19:56 2012 Stampa questo articolo

 

1- Premessa

Con questa ricerca si cercherà di:

–    fornire una soddisfacente risposta all’interrogazione posta dal consigliere Carlo Girolametti durante il Consiglio Comunale del 14 settembre 2011 con la quale chiese di venir a conoscenza del numero e della tipologia dei contratti di lavoro utilizzati nella scorsa stagione turistica;

–    fornire un quadro generale dell’andamento del mercato del lavoro nel senigalliese analizzando i principali indici del mercato stesso e comparandoli con quelli dell’anno precedente.

Va, anzitutto, premesso che i dati che analizzeremo si riferiscono ad un dato spazio temporale che è quello dei primi nove mesi dell’anno (gen-sett) e che pertanto anche nella comparazione con gli anni precenti ci riferiremo sempre ai dati relativi ai primi nove mesi di ogni anno.

L’ambito territoriale considerato è quello di competenza del Centro per l’Impiego l’Orientamento e la Formazione di Senigallia che oltre al Comune di Senigallia ricomprende altri nove Comuni, quali: Barbara, Castel Colonna, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Monterado, Ostra, Ostra Vetere, Ripe e Serra dei Conti.

Ambito territoriale che conta 75.026 residenti (38.737 femmine, 36.289 maschi) di questi 47.867 sono residenti in età lavorativa (23.951 femmine, 23.916 maschi).

Senigallia conta 45.027 residenti (23.473 femmine, 21554 maschi) dei quali 28.748 sono residenti in età lavorativa (14.404 femmine, 13344 maschi).

2- Avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro

Faremo riferimento ai dati elaborati dal Ciof di Senigallia e cioè ai dati riconducibili alle comunicazioni alle quali sono tenuti i datori di lavoro relativamente alla costituzione, trasformazione, proroga e cessazione del rapporto di lavoro.

Con la Finanziaria del 2007 si sono estesi gli obblighi di comunicazione al Ciof sia da un punto di vista soggettivo (soggetti ai quali s’estende l’obbligo) sia oggettivo (tipologie contrattuali). Con la finanziaria del 2007, infatti, l’obbligo di comunicazione non riguarda più solo i datori di lavoro privati ma anche le Pubbliche Amministrazioni e tale obbligo è stato esteso ad altre tipologie contrattuali quali il lavoro a progetto, il contratto d’agenzia e di rappresentanza commerciale, la collaborazione coordinata e continuativa, le

collaborazioni occasionali e l’associazione in partecipazione. Come vedremo non vi rientra il cd lavoro accessorio cioè quello retribuito tramite voucher.

Perciò i dati che andremo ad analizzare sono molto completi, infatti ,anche se con l’esclusione del lavoro accessorio, con essi si documentano gli avviamenti e le cessazioni che nel periodo di tempo considerato hanno interessato sia il settore privato che il pubblico, sia nelle forme del lavoro subordinato che parasubordinato oltrechè in alcune ipotesi di lavoro autonomo.

Per avviamenti s’intendono tutti i rapporti di lavoro che hanno avuto iniio nel corso del periodo di tempo al quale ci riferiamo (gen-sett) in sedi di lavoro ubicate nell’ambito territoriale preso in considerazione. E’ quindi irrilevante il domicilio dell’avviato.

Va precisato che ci si riferisce al numero degli avviamenti e non degli avviati e ciò perchè uno stesso soggetto, il cd avviato, può essere avviato più volte nell’arco dello spazio temporale che consideriamo.

Nei primi nove mesi del 2011 nel senigalliese gli avviamenti sono stati 12.563 (6.640 femmine, 5.923 maschi) mentre nei primi nove mesi del 2010 gli avviamenti erano stati 11.223 (6.018 femmine, 5.205 maschi).

Tabella n.1

                              Avviamenti confronto gen-sett 2010 – gen-sett 2011                                        

Anno

Avviamenti

2010

11223

2011

12563

Variazione

1340

Perciò in relazione allo stesso periodo di tempo nel 2011 c’è stato un incremento di 1.340 avviamenti rispetto a quelli dell’anno precedente pari al 11,94%.

Trattandosi di avviamenti e non di avviati va comunque detto che il dato numerico, anche se significativo, nulla ci dice in relazione alla qualità dell’occupazione prodotta visto e considerato che tale dato del totale avviamenti ricomprende anche quei rapporti di lavoro della durata di pochi giorni.

Nel 2011 (gen-sett) il numero maggiore d’avviamenti (1.984) ha riguardato la fascia d’età 20-24 a seguire la fascia 25-29 (1.843) e quella 30-34 (1740). Questo andamento è il linea con l’anno precedente.

Tabella n.2

                                       Confronto avviamenti per età degli avviati                                               

E

gen-sett. 2010 gen-sett. 2011

15-19

433

765

20-24

1758

1984

25-29

1731

1843

30-34

1564

1740

35-39

1581

1643

40-44

1274

1455

45-49

1053

1159

50-54

730

829

55-59

481

527

60 ed oltre

618

618

Totali

11223

12563

Come emergerà dalle tabelle seguenti, nel 2011 la tipologia contrattuale più utilizzata è quella del contratto a tempo determinato con 6.628 avviamenti pari al 52,76% del totale avviamenti.

Segue il contratto di lavoro intermittente (il cd. Lavoro a chiamata) con 2521 avviamenti pari al 20,07 del totale

tabella n.3

                                            Avviamenti per tipologia contrattuale                                                  
Tipo contratto gen.sett 2010 Gen-sett 2011 Variazione Variazione %
Apprendistato

866

853

-13

-1,5

Ass. in partec.ne

52

46

-6

-11,54

Co.Co.Co eCo.Co.Pro

425

383

-42

-9,88

Contratto formazione e lavoro

3

3

0

0

Contratto inserimento

2

3

1

50

Lavoro a domicilio

6

11

5

83,33

Lavoro domestico

281

311

30

10,68

Prest. occasionali

49

63

14

28,57

Somm.ne lavoro

483

581

98

20,29

Tempo det.

6029

6628

599

9,94

Tempo indet.

1119

1160

41

3,66

Lavoro intermittente

1908

2521

613

32,13

Totali

11223 12563

1340

11,94

Come ben evidenziato dalla tabella le tipologie contrattuali più utilizzate (86,68% totale avviamenti 2011) sono:

–    Lavoro a tempo determinato: 6.628 avviamenti nel 2011pari al 52,76 degli avviamenti totali 2011. Nel 2011 ci sono stati 599 avviamenti in più rispetto al 2010 con un incremento del 9,94%;

–    Lavoro intermittente (lavoro a chiamata): 2.521 avviamenti nel 2011, pari al 20,07 del totale avviamenti. Nel 2011ci sono stati 613 avviamenti in più rispetto al 2010 con un incremento del 32,13%;

–    Lavoro a tempo indeterminato: 1.160 avviamenti nel 2011, pari al 9,23 del totale e con solo 41 avviamenti in più rispetto al 2010 con un incremento del 3,66%;

–    Somministrazione di lavoro (cd lavoro interinale): 581 avviamenti nel 2011, pari al 4,62% totale avviamenti, 98 in più rispetto al 2010 con incremento del 20,29%.

 tabella n.4

Avviamenti per tipologia contrattuale e incidenza sul totale avviamenti

Tipologia

gen-set 2010 gen.set 2011
Somministrazione lavoro

4,30%

4,62%

Tempo determinato

53,72%

52,76%

Tempo indeterminato

9,97%

9,23%

Lavoro intermittente

17,00%

20,07%

Totale

85,00%

86,68%

 

Nel confronto con il 2010 si evidenzia come il ricorso alla somministrazione di lavoro sia rimasto sostanzialmente invariato, come sia diminuito di quasi un punto il ricorso al contratto a tempo determinato, come sia in leggera flessione il ricorso al contratto a tempo indeterminato e come sia aumentato il ricorso al contratto di lavoro intermittente con un più 3% sul totale degli avviamenti.

Nei primi nove mesi del 2011 ma anche questo dato è sostanzialmente in linea con quanto avvenuto nel 2010, se analizziamo gli avviamenti per settore d’attività risulterà che il settore che ha registrato il maggior numero di avviamenti è quello delle attivita dei servizi di alloggio e ristorazione con 3.919 avviamenti mentre nell’anno precedente erano stati 3.580.

tabella n.5

                                       Avviamenti per settore di attività aziendale                                              

Settore

gen-sett 2010 gen-sett 2011
Attività dei servizi alloggio e ristorazione

3580

3919

Istruzione

1144

1424

Attività manifatturiere

1186

1365

Noleggio, agenzie viaggio e servizi supporto imprese

908

1137

Commercio all’ingrosso e al dettaglio

898

921

Agricoltura, silvicoltura e pesca

858

890

Altri

2649

2907

Totali

11223

12563

Relativamente al dato avviamenti nel settore agricoltura va detto che questo è il settore che fa grande ricorso al cd lavoro accessorio che non rientra tra le tipologie per le quali c’è l’obbligo di comunicazione al Ciof.

Relativamente agli avviamenti per cittadinanza nei primi nove mesi 2011 ecco che 9.793 hanno riguardato cittadini italiani, 930 comunitari e 1.840 gli extracomunitari.

Gli avviamenti degli extracomunitari rappresentano il 14,65 del totale avviamenti. Se consideriamo l’incidenza degli avviamenti di comunitari ed extracomunitari sul totale avviamenti ecco che questo è stato del 22,05%

I mesi che hanno registrato il numero più alto di avviamenti risultano essere: aprile con 1.719 avviamenti nel 2011 (gen-sett) contro i 1.177 del 2010 con un incremento del 46,05%; maggio con 1.492 avviamenti nel 2011 contro i 1.446 del 2010 e con un incremento del 3,18 sull’anno precedente; giugno con il 2.297 del 2011 contro i 2.050 del 2010 con un incremento del 12,50%; luglio con i 1.388 avviamenti del 2010 contro i 1.364 del 2010 con incremento del 1,76%. Tutte variazioni positive tranne che nel mese di settembre che nel 2011 ha registrato 1.516 avviamenti contro i 1.561 del 2010 (-2,88%).

Nel periodo in esame (gen-sett 2011) il totale delle cessazioni è stato di 11.507 (6.409 femmine, 5.098 maschi) contro le 10.220 dei primi nove mesi del 2010, quindi 1.287 cessazioni in più.

Quindi ecco che se da un lato nel 2011 si è avuto un incremento degli avviamenti dall’altro si è verificato un incremento anche delle cessazioni pari al 12,59%.

Le fasce d’età più interessate dalle cessazioni sono le medesime degli avviamenti , infatti si parte dalle 1.777 cessazioni nella fascia 20-24 anni per proseguire con le 1.787 cessazioni della fascia 25-29 anni e le 1.657 della fascia 30-34 anni, sino ad arrivare alle 483 della fascia 50-54 e le 533 di quella 55-59 anni.

 

Quali sono motivi di cessazione?

Tabella n.6

                                                       Per motivo di cessazione                                                            

Motivo

gen-sett 2010 gen-sett 2011
Cessazione attività az.le

328

162

Fine cantiere/appalto

0

8

Decadenza dal servizio**

4

149

Dimissioni

2305

2509

Dimissioni per giusta causa

20

30

Fine rapporto a termine

5733

7052

Mancato superamento prova

101

118

Licenziamento giustificato motivo oggettivo

632

598

Lic.mento per giusta causa e giustificato motivo sogg.vo

94

61

Risoluzione consensuale

348

306

Decesso dipendente

32

19

Altro

623

495

Totale

10220

11507

Dall’analisi della tabella si può evincere un dato e cioè che la crisi economica produce ancora, seppur in numero ridotto rispetto ai due anni precedenti un numero considerevole di cessazioni. Alle 162 cessazioni per cessazione d’attività aziendale vanno senza dubbio sommate le 598 cessazioni che si riconducono al cd licenziamento per giustificato motivo oggettivo che è poi quello che viene comunemente detto “licenziamento per carenza di lavoro” e che la legge prevede che possa avvenire per ragioni relative all’organizzazione del lavoro, all’attività produttiva e al regolare funzionamento dell’azienda.

Nei primi mesi del 2011 le cessazioni relative ai cittadini italiani sono state 9.087 contro le 862 dei comunitari e le 1.558 degli extracomunitari.

3- Iscrizioni alle liste di mobilità

Il lavoratore in mobilità è un lavoratore che è stato licenziato, infatti mentre per un lavoratore in Cassa Integrazione il rapporto con l’azienda resta in vita tant’è che essi sono sempre e comunque annoverati tra gli occupati, la mobilità è una condizione nella quale si entra a licenziamento avvenuto.

Il dato interessante da rilevare è che considerando dati relativi ai primi 9 mesi dell’anno si può affermare che:

–    diminuiscono le iscrizioni alle liste di mobilità nel complesso e cioè considerando sia quelle riconducibili alla legge 223/91 sia quelle riconducibili alla legge 236/93;

–    c’è una controtendenza rispetto a quanto si era verificato nel 2010 in rapporto agli

anni precedenti, infatti diminuiscono le iscrizioni ai sensi della legge 223/1991 ed aumentano quelle ai sensi della legge 236/1993. Aspettando i dati di fine anno e cioè relativi ai dodici mesi del 2011, non possiamo non evidenziare preoccupazione per questa situazione che quanto meno indica un minor sostegno al reddito per gli iscritti con diminuzione delle indennità ed aumento dei sussidi di disoccupazione straordinaria ma significa anche minor garanzie nelle procedure di licenziamento.

Nelle liste di mobilità ai sensi della legge 236/91 entrano, infatti, i licenziati delle aziende con meno di 15 dipendenti che come sappiamo usufruiranno del cd “sussidio di disoccupazione” per un periodo molto più breve rispetto a quello a quello dell’indennità di mobilità.

Tabella n.7

                                                  Iscrizioni nelle liste di mobilità                                                         

Legge

gen-sett 2010 gen-sett 2011
L. 223/1991

213

107

L. 236/1993

269

278

Totale

482

385

I settori più interessati sono quello delle attività manifatturiere, quello delle costruzioni e quello del commercio. Questo dato è in linea con quello dell’anno scorso, fermo che nel totale diminuiscono le iscrizioni, ed evidenzia quali siano i settori che maggiormente sono in sofferenza nel senigalliese.

Interessante anche vedere su che fasce d’età incidono maggiormente le iscrizioni alle liste di mobilità.

Tabella n.8

                                            Iscrizioni alle liste di mobilità per età                                                     

E

gen-sett 2011

20-24

8

25-29

31

30-34

53

35-39

58

40-44

72

45-49

57

50-54

62

55-59

34

60-64

10

Totale

385

 

4- Autocertificazioni dello stato di disoccupazione

Ci riferiremo al numero d’ingressi nello stato di disoccupazione regitrato nel nostro periodo di riferimento e le rapporteremo all’anno precedente. Come sappiamo l’acquisizione dello status di disoccupato (la cd disoccupazione amministrativa) avviene mediante la cd autocertificazione e cioè con la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro che gli interessati al Ciof.

Nel 2011 (gen-sett) le autocertificazioni sono state 2.083 (1.170 femmine, 913 maschi) contro le 2.037 del 2010 (1.182 femmine e 855 maschi). Le fasce d’età più interessate sono queela 25-29 con 318 autocertifcazione nel 2011, quella 30-34 con 302 e quella 35- 39 con 286 come del resto, anche se a posizioni invertite, si registrò nel 2010.

Del totale autocertificazioni 1.578 sono di italiani, stesso numero, 1578, per gli extracomunitari e 130 di comunitari.

 

5- Il Lavoro Accessorio ed il Lavoro Intermittente

Il lavoro accessorio. E’ quella tipologia contrattuale che prevede che la prestazione lavorativa venga retribuita mediante voucher e cioè mediante buoni che i datori di lavoro acquistano presso le rivendite autorizzate. Va senza dubbio detto che la legge parla di prestazione lavorativa senza definire se per prestazione da retribuire s’intenda un’ora, una giornata o altro.8

Disciplinato dagli art. 70, 71, 72 del D.lgs 276/03 che prevedono che per prestazioni di lavoro accessorio s’intendono attività lavorative di natura occasionale.

Nella sua formulazione iniziale il lavoro accessorio aveva tutta una serie di limitazioni tanto oggettive ( riferite a date attività) che soggettive nel senso che lo si riservava per soggetti

a rischio esclusione sociale o con difficoltà nell’inserimento nel mercato del lavoro. Successivi interventi legislativi hanno rimosso molte di queste limitazioni, soprattutto quelle soggettive, e di conseguenza tale tipologia contrattuale ha avuto un’ampia diffusione incontrando il favore di tanti datori di lavoro sia privati che pubblici.

E’ venuto meno un importante limite che era quello delle trenta giornate annue ed è stato poi esteso il limite retributivo da parte dello stesso committente che è passato da 3.000 a 5.000 euro

Relativamente al lavoro accessorio a differenza del lavoro intermittente non abbiamo dati specifici alla nostra analisi in quanto per questo contratto non esiste rilevazione statistica o meglio solo recentemente si sta elaborando una rilevazione di tipo statistico.

I voucher possono essere richiesti alle direzioni dell’Inps, ai tabaccai convenzionati e per via telematica.

I voucher venduti dai tabaccai sono statisticati per Regione d’emissione mentre per quelli telematici il dato rilevato fino al 30/06/2011 è nazionale, fermo che i voucher possono essere utilizzati su tutto il territorio nazionale a prescindere da dove sono stati emessi e venduti.

Dal 1 ottobre 2011 i voucher cartacei venduti dall’Inps sono statisticati per Comune di emissione, prima lo erano solo per Provincia.

In base a questa regola e solo in relazione ai buoni emessi e venduti dall’Inps, nel periodo che va dal 1/10/2011 al 9/11/2011 a Senigallia sono stati venduti 281 voucher così suddivisi per settore: 170 imprese agricole, 76 commercio, 5 lavori domestici e 30 altri settori. Nessun voucher è stato acquistato da committenti pubblici.

A livello provinciale nel periodo 1/1/2011 – 31/08/2011, a fronte di 274.324 voucher emessi nella a livello regionale, sono stati emessi 94.479 voucher e di questi solo 1.336 rientrano nel settore turismo.

Alla luce di tali dati può evincersi che sebbene il cd. lavoro accessorio sia una tipologia che dal 2008 è in fase di espansione non rientra almeno stando a questi dati una delle forme più utilizzate nel settore turismo che evidentemente preferisce altre tipologie contrattuali.

Il lavoro intermittente (il lavoro a chiamata):

Anche questa è tipologia è stata introdotta dal D.lgs 276/03 che poi ha avuto una temporanea soppressione da parte della Legge 247 del 24/12/2007 per essere poi reintrodotta dal Decreto Legge 112/2008 convertito in legge 133/2008.

Con questo contratto il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa secondo le proprie esigenze.

Il cd contratto a chiamata può essere sia a tempo determinato che indeterminato anche se poi “l’unica certezza” per il lavoratore è riconducibile alla possibilità di essere chiamato a lavorare ma non quella di sapere quante volte, né tanto meno di sapere su quale redditto poter contare.

Il legislatore ha posto delle limitazioni sia soggettive che oggettive:

–    lavoratori con meno di 25 anni o più di 45 anni che sono stati licenziati da precedente rapporto lavorativo;

–    attività lavorative a carattere discontinuo (receptionist, commessi, personale di cucina, lavoratori dello spettacolo, ecc.);

–    periodi specifici della settimana, del mese e dell’anno e cioè nei fine settimana, durante le ferie estive e le festività, ecc.

Il lavoro a chiamata viene sicuramente incontro alle esigenze di determinati settori e non a caso si ricorre al lavoro intermittente soprattutto nelle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione ed in quello del commercio. Attività queste in cui c’è la necessità “di chiamare” personale in dati periodi della settimana, della stagione o dell’anno.

Lavoro a chiamata che viene, indubbiamente, anche incontro alle esigenze di date categorie di lavoratori, si pensi ad un giovane studente universitario che ha la possibilità di guadagnare qualche euro senza doversi “legare” con un’attività continuativa.

Il lavoro a chiamata è però anche una tipologia contrattuale che si presta ad essere facilmente mal applicato dando luogo ad ipotesi di evasione o quantop meno di elusione. Con tale contratto, una volta che c’è stata l’assunzione, non c’è nessun obbligo di registrare la presenza del lavoratore prima che sia iniziata la prestazione. Registrazione che potrà essere fatta entro il mese e quindi ecco che ,anche in caso di controllo, la mancata registrazione anche in presenza del lavoratore sul luogo di lavoro non potrà dar luogo a nessuna contestazione o sanzione.

“Il lavoro a chiamata nel senigalliese”

Nel senigalliese dal 2008 al 2011 c’è stata una crescita vertiginosa del contratto a chiamata, come dimostra la tabella che segue:

tabella n.9

                                            Avviamenti con contratto a chiamata                                                   
gen-sett Femmine Maschi

Totale

2008

219

206

425

2009

908

605

1513

2010

1079

829

1908

2011

1444

1077

252

 

Dei 2.511 avviamenti con contratto di lavoro intermittente del 2011 solo 186 sono stati a tempo indeterminato mentre 2335 sono stati a tempo determinato.

Avviamenti con contratto di lavoro a chiamata che hanno interessato soprattutto i giovani, infatti, oltre il 50% di tali avviamenti hanno interessato la fascia d’età compresa tra i 15 ed i 29 anni.

La fascia d’età 20-24 ha registratoil maggior numero di avviamenti 681 pari al 27, 01%, seguita dalla fascia d’età 25-29 con 365 avviamenti pari al 14,48%.

Il 77,55% degli avviamenti con contratto a chiamata ha riguardato cittadini italiani (1.955 su 2.521), il 10,19% comunitari (257) ed il 12,26 extracomunitari (309). La ripartizione per cittadinanza è in linea con quella del totale avviamenti e quindi sulla base di questi dati non si evidenziano correlazioni particolari tra la cittadinanza dei lavoratori ed il ricorso a questa tipologia contrattuale.

Molto importante sarà ora analizzare gli avviamenti con contratto a chiamata in correlazione all’attività aziendale.

Tabella n. 10

Settore di attività Avviamenti con contratto a chiamata
Agricoltiura, silvicoltura e pesca

7

Altre attività di servizi

53

Attività artistiche, sportive, d’intrattenimento

225

Atv.tà dei servizi, di alloggio e di ristorazione

1790

Attività immobiliari

1

Attività manifatturiere

73

Attività professionali, scientifiche e tecniche

5

Commercio all’ingrosso e al dettaglio

208

Costruzioni

51

Estrazioni minerali da cave e miniere

1

Noleggio, agenzie viaggio, servizi di supporto alle imprese

52

Sanità e assistenza sociale

35

Servizi di informazione e comunicazione

8

Trasporto e magazzinaggio

12

Totale

2521

 

Può così affermarsi che nel senigalliese l’utilizzo di questa tipologia contrattuale si concentra essenzialmente in tre settori d’attività visto e considerato visto che gli avviamenti con tale contratto che si hanno in questi tre settori costituiscono il 90% del totale. Essi sono:

–    attività dei servizi di alloggio e ristorazione: gli avviamenti in tale settore con contratto a chiamata costituiscono il 72% del totale riferito a tale tipologia;

–    attività artistiche, sportive e d’intrattenimento: 10% del totale avviamenti con

contratto a chiamata;

–    commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione veicoli: 8% del totale.

 

I mesi in cui si registrano più avviamenti con la tipologia contrattuale in esame sono aprile, maggio, giugno e luglio e ciò dimostra come questa tipologia contrattuale molto gradita nelle attività legate al turismo stagionale.

 

La tabella seguente mostrerà, nei tre settori d’attività in cui c’è maggior ricorso a tale contratto, la ripartizione degli avviamenti per mese:

tabella n.11

Mese

Attività artistiche sportive e intrattenimento

Attività dei servizi di alloggio e ristorazione

Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di veicoli

gennnaio

13

64

12

febbraio

13

89

2

marzo

19

112

11

aprile

37

389

30

maggio

22

266

36

giugno

51

320

29

luglio

34

288

27

agosto

16

121

18

settembre

29

141

24

Totale

225

1790

208

Nei tre settori d’attività in esame si sono avuti 2.223 avviamenti con contratto a chiamata su un totale per tipologia di 2.521.

6- Avviamenti nei servizi di alloggio e ristorazione

Come abbiamo visto in questo settore si concentra il 72% delle assunzioni con contratto a chiamata visto e considerato che gran parte degli esercizi interessti o hanno carattere stagionale o registrano, comunque, un incremento di lavoro nei mesi estivi.

Se raffrontiamo i dati relativi agli ultimi 4 anni (sempre periodo gen-sett) si evince che:

–    le tipologie contrattuali sono per l’appunto quella del contratto a chiamata a tempo determinato e quella del contratto a tempo determinato;

–    il contratto a chiamata a tempo determinato ha registrato un notevolissimo incremento ai danni proprio dell’altro.

Nel 2011 su un totale di 3.919 avviamenti per settore d’attività 1.693 (41,40% del tot. Di settore) sono stati a contratto a tempo determinato e 1.696 (43,3%) con contratto a chiamata a tempo determinato

Nel 2008 su un totale di 3.908 avviamenti per settore 2.776 erano con contratto a tempo determinato e 297 con contratto a chiamata a tempo determinato.

Tabella n. 12

                                                Avviamenti per settore (gen-sett)                                                     
Tipologia

2008

2009

2010

2011

Contratto a tempo determinato

2776

1800

1591

1623

Contratto a chiamata a tempo determinato

297

986

1310

1696

Nel settore in esame, attività dei servizi di alloggio e ristorazione, nei primi nove mesi del 2011 si sono avuti 1.790 avviamenti con contratto a chiamata (1.696 a tempo determinato e 94 a tempo indeterminato).

Di questi 1790 avviamenti 457 (il 25,53%) si sono avuti nella fascia d’età 20-24, 306 (17,09) in quella 25-29 e 195 (10,89) in quella 30-34 756 avviamenti su 1.790, il 42,23% hanno riguardato personale in possesso di licenza di media inferiore e 452, il 25,25%, personale in possesso del diploma di maturità, 79, il 4,41%, personale in possesso del titolo di laurea.

Le qualifiche interessate da tali avviamenti sono quelle di:

–    baristi: 346 avviamenti, il 19,33% del totale dei 1.790;

–    camerieri di sala: 676 avviamenti, il 37,77% del totale;

–    cuochi ed aiuto cuochi: 252 avviamenti, il 14,08% del totale;

–    personale generico (pulizie, ecc): 314 avviamenti, il 17,54% del totale;

–    altre qualifiche: 202 avviamenti, l’11,28% del totale

–   Il picco di tali avviamenti si è avuto ad aprile con 389 avviamenti che incidono per il 21,7% sul totale di 1.790, come si evince dalla tabella che segue:

tabella n. 13

            Avviamenti con contratto a chiamata nei servizi alloggio e ristorazione                           

Mese

Avviamenti % su totale

Gennaio

64

3,6

Febbraio

89

5

Marzo

112

6,3

Aprile

389

21,7

Maggio

266

14,9

Giugno

320

17,9

Luglio

288

16,1

Agosto

121

6,8

Settembre

141

7,9

Considerato che è aprile il mese in cui si ha il picco nel ricorso ai contratti a chiamata (389 di cui 377 a tempo det. E 12 a tempo indet.) ecco che ora non ci resta che cercare di capire se:

–    questo avviene in quanto le attività non sono ancora a pieno regime e quindi queste assunzioni saranno destinate in gran parte a cessare e ad essere poi trasformate in assunzioni a tempo determinato mano a mano che si entra nel pieno della stagione. Es. si assume a chiamata a tempo determinato ad aprile per qualche extra tra aprile e maggio. A fine maggio si cessa tale rapporto e vi sarà un nuovo avviamento questa volta con contratto a tempo determinato fino a fine agosto o fine settembre;

–    oppure queste sono assunzioni finalizzate a coprire il fabbisogno di personale di tutta la stagione estiva e cioè ad aprile c’è avviamento con contratto a chiamata e questo cessa a settembre.

Nel primo caso siamo di fronte ad un’ipotesi di uso appropriato ed assolutamente legittimo della fattispecie contrattuale.

Nel secondo caso si potrebbe celare un uso distorto ed elusivo della fattispecie contrattuale rispetto a quelli che sono gli obblighi contributivi e fiscali.

Possiamo provare a rispondere a questo quesito andando a verificare in che date sono cessati i 389 rapporti di lavoro a chiamata avviati ad aprile 2011. Per fare ciò analizzeremo la seguente tabella.

Tabella n. 14

Mese cessazione

Cessazioni

apr-11

56

mag-11

86

giu-11

45

lug-11

11

ago-11

37

set-11

117

ott-11

13

nov-11

4

dic-11

7

2012

1

2013

12

a chiamata a tempo indeterminato

12

Totale

389

Oltre il 42% degli avviamenti con contratto a chiamata avvenuti nel mese di aprile si sono risolti tra agosto e settembre e quindi al termine della stagione estiva. I lavoratori coinvolti in questi rapporti di lavoro sono stati impiegati per 5-6 mesi compresi i mesi clou della stagione estiva.

 

7- Gli avviamenti negli stabilimenti balneari

L’attività degli stabilimenti balneari è ricomprea nella categoria denominata attività artistiche, sportive e di intrattenimento che come abbiamo visto è uno dei tre settori in cui si concentra l’utilizzo del contratto di lavoro intermittente (il cd lavoro a chiamata).

Sarà importante ora analizzare le varie tipologie contrattuali utilizzate nel settore, quello degli stabilimenti balneari, per avere un quadro generale sia in ordine all’occupazione prodotta, sia in ordine alle tipologie contrattuali più utilizzate.

A tal fine utilizzeremo la tabella n. 15 che ci permetterà anche un raffronto con gli anni precedenti

tabella n. 15

                               Tipologia contrattuale avviamenti settore balneare

Tipologia contrattuale

2008

2009

2010

2011

Apprendistato

14

15

10

11

Ass.ne in partecipazione

3

2

4

6

Co.co.coCo.co.pro

0

0

0

1

Tempo determinato

45

32

24

37

Tempo indeterminato

3

1

0

2

Lavoro a chiamata a tempo determinato

5

25

38

76

Lavoro a chiamata a tempo indeterminato

0

0

0

0

Totale

70

75

76

133

 

Dai dati che emergono da questa tabella potrebbero farsi due considerazioni o due diverse chiavi di lettura

–    nel 2011 gli avviamenti nei stabilimenti balneari sono quasi radoppiati, si è infatti passati dai 76 del 2010 ai 133 del 2011;

–    gli stabilimenti balneari producono ben poca occupazione visti i soli 133 avviamenti

per 162 stabilimenti balneari (dati ConsAdria 2010 che necessitano però di una scrematura) e visto che 6 su 133 sono in forma di lavoro autonomo (associazione in partecipazione). Da questo conteggio sono esclusi i cd. Bagnini di salvataggio che rientrano rientrano in un’altra categoria d’attività che è quella denominata “Noleggio, agenzie viaggio, servizi di supporto alle imprese”.

Da questa tabella si evince anche che in numero degli avviamenti con contratto a chiamata del 2011, sono esattemente il doppio di quelli del 2010; 76 i primi, 38 i secondi. Lavoro a chiamata che anche nell’ambito degli stabilimenti balneari ha avuto un escalation . Si parte dai 5 avviamenti del 2008 per arrivare ai 76 del 2011, passando per i 25 del 2009 ed i 38 del 2010.

Il lavoro a chiamata rappresenta quindi la tipologia contrattuale più utilizzata visto e considerato che il 57% del totale avviamenti sono avvenuti ricorrendo a tale tipologia di contratto.

Interessante notare come il 92,48% degli avviati e cioè 123 su 133 siano di nazionalità italiana e solo 2 comunitari ed 8 extracomunitari.

Concluderemo analizzando gli avviamenti con contratto a chiamata nel settore per fascia d’età analizzando la tabella seguente.

Tabella n. 16

Avviamenti con contratto a chiamata negli stabilimenti balneari per età                          

E

Avviamenti a chiamata Incidenza %

15-19

24

18,05

20-24

29

21,8

25-29

12

9,02

30-34

11

8,27

35-39

9

6,77

40-44

5

3,76

45-49

6

4,51

50-54

9

6,77

55-59

5

3,76

60 e oltre

23

17,2

Da segnalare il numero di avviamenti con contratto a chiamata relativi agli over 60. Per il resto anche qui gliimpiegati con tale contratto sono prevalentemente i giovani.

8 – Dati e presenze relativi alla stagione balneare 2011

Sulla base dei recentissimi dati del Report 2011 “Senigallia – Arrivi e presenze” possiamo anzitutto affermare che nel panorama turistico provinciale Senigallia rappresenta il 42,3% della movimentazione turistica dell’intera provincia di Ancona e contribuisce con il 9,1% alla formazione della complessiva movimentazione turistica della regione Marche.

La stagione balneare 2011 (giugno, luglio e, ancora con dati non definitivi, agosto) si chiude, rispetto al 2010, con: + 19.633 presenze negli alberghi; + 7.511 presenze nelle strutture ricettivo/complementari; presentando, quindi, un incremento complessivo di 27.144 presenze turistiche pari a + 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Le migliori performance vengono registrate dagli alberghi che incrementano le presenze del + 10,5% nel mese di giugno; + 5,8 % nel mese di luglio; + 0,2% nel mese di agosto.

Nei tre mesi estivi Senigallia ha ospitato 130.327 turisti che hanno attivato 1.166.248 presenze, con una permanenza media nella nostra città di 8,9 giorni. (permanenza media di 5,7 giorni negli alberghi e di 14,0 giorni nelle strutture ricettivo/complementari).

Per singolo mese, le strutture ricettive di Senigallia hanno ospitato:

–          29.856 turisti nel mese di giugno (181.547 presenze turistiche);

–         42.218 turisti nel mese di luglio (351.659 presenze turistiche);

–         58.253 turisti nel mese di agosto (633.042 presenze turistiche)

Il tasso di occupazione dei posti letto nelle strutture alberghiere è:

–     del 58,0% nel mese di giugno;

–     dell’ 86.6% nel mese di luglio;

–     del 94,2% nel mese di agosto.

Si ringrazia:

–    Centro per l’Impiego di Senigallia;

–    Inps Direzione Provinciale di Ancona

–    Assessorato attività economiche Comune di Senigallia

–    Assessorato alla promozione dei turismi e manifestazioni comune di Senigallia

–    III Commissione Consigliare Comune di Senigallia

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Massimiliano Giacchella
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