Senigallia glocal sound

ottobre 06 08:19 2011 Stampa questo articolo

Dadamatto e Chewingum mischiati

The velvet beach underground 


di Massimo Ronchini

 

“Io ascoltavo la pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music?”

(Rob Gordon, High Fidelity)

Rob se lo domandava dentro casa sua seduto in poltrona, sullo sfondo una marea di vinili e dischi e al suo fianco un mangianastri impolverato: erano decisamente altri tempi.

Oggi invece, che la “depression music” gioca un ruolo marginale, ci ritroviamo in un lento peregrinare verso la strada del cambiamento, musicale s’intende . Basta fermarsi un momento e guardarsi attentamente intorno per scrutare un ambiente in rivolta. Un tumulto.

Accenniamo al precedente: mp3, supporti tecnici, bande larghe e wifi vari hanno messo a disposizione di tutti qualsivoglia argomento musicale, ognuno di noi diviene fruitore attivo in meno di un minuto, in qualunque momento ed in qualunque posto si trovi.

Prima logica ripercussione: il completo sfaldamento del meccanismo promozionale/distributivo. Da una parte la popolarità e il consenso dei social network, delle webzine e dei blog spinge alla ribalta artisti che non sarebbero mai riusciti a farsi conoscere. Dall’altra parte il consumatore: in tempi precedenti con trenta mila lire sarebbe corso al Championship Vinyl per comperare un disco caldo d’uscita.

Oggi lo stesso consumatore predilige altro: con trenta euro sottoscrive un abbonamento internet grazie al quale si potrà scaricare illegalmente lo stesso disco o in alternativa acquistarlo su iTunes.

E qui arriva uno dei punti focali della questione: attualmente, per molti, non esiste cosa più difficile che elargire somme ad un soggetto etereo come iTunes per acquistare un prodotto “non fisico” come un mp3, soprattutto se lo stesso prodotto, con lo stesso strumento, è reperibile gratuitamente.

Allo stesso modo le cose stanno cambiando anche dal punto di vista artistico. Riconoscere un valido artista oggi, a volte, è difficile come cercare il famoso ago nel pagliaio. Ad esempio parliamo della scena indipendente e lasciamo un attimo da parte tutto ciò che è definibile come mainstream. Il panorama che si presenta ai nostri occhi è un vero e proprio formicaio. Pensiamo a Myspace, Facebook, SoundCloud e gli altri mille contenitori di condivisione.

Dentro c’è un villaggio artistico il più delle volte discutibile, variegato e variopinto, crogiolo di idee, bislacche e geniali; alcuni raccontano gioie, altri tediosi malumori sentimentali che a loro volta alimentano miliardi di spiriti alla ricerca di loro stessi o di un briciolo di cachet.

Ognuno di questi soggetti, insieme a noi assidui appassionati, alloggia nella stessa pentola a vapore dove, tra cliccatori di video di Truce Baldazzi e rokkettari appassionati al Teatro degli Orrori, sarebbe meglio tirarsi fuori, anzi, squagliarsela prima che faccia troppo caldo e ci si fonda l’intelletto.

E allora ecco, proprio nei primi giorni di settembre, tre strade per venirne fuori e una città, Senigallia, che disegna lo sfondo, nemmeno fosse Manchester negli anni ottanta (qualcuno si ricorda gli Happy Mondays?), per non fare le solite smorfie alle solite proposte, per cancellare dal nostro vocabolario quella parola “sottobosco” che tanto ci ha stancato.

Primo escamotage: Chewingum, ovvero cingomma, simbolo di tanti discorsi al bar e dal tabaccaio, o tabaccaro come dice un mio amico. Loro vincono perché pieni di genio, sconvolgono per primi le loro radici e si nutrono di influenze positive, amano muovere i sederi di chi gli sta davanti al concerto.

A casa studiano nuove storie e le amalgamano a nuovi concetti di intendere la musica e la sua espressione.

Non fanno un disco ma molto di più, costruiscono una città sul loro sito internet e ci invitano a comprarci casa, a viverla, a seguire le storie della loro hometown, a scaricare gratuitamente le colonne sonore di quella quotidianità che rappresenta il popolo della loro città, che per un po’ diventa anche la città di tutti noi.

Sembra passato un secolo dalle loro primissime produzioni. Ora scrivono canzoni che ridefiniscono il concetto di pop. “Il disco si posò” è un ep che non stanca, dentro ci sono canzoni italiane mature, arrangiamenti ricchi di contaminazioni addirittura oltreoceaniche, ci sono storie di sogni e racconti di vizi, abitudini e mode, caleidoscopiche riflessioni sul paesaggio che ogni giorno ci siamo abituati a vivere con sinceri sentimenti ed autentiche bugie.

Una cover che la dice lunga completa il puzzle:  “Senza un perché” di Nada, l’ultima grande artista di un tempo ormai andato. Il sito in questione è lacittadichewingum.it mentre nel loro spazio di SoundCloud trovate nuovissime tracce!

Secondo rimedio: Dadamatto.

La power trio band più genuina del mondo.

Loro sono una impepata di cozze cucinata da Moreno Cedroni.

Sarebbero da mangiare pure a colazione, se avete stomaco.

Escono a breve con la loro terza fatica di sempre, dopo un esordio punk dal titolo “Ti tolgo la vita” e un disco più recente, “Il derubato che sorride” che ha lasciato tutti quanti a bocca aperta.

Cinque tracce sono già tutte godibili sopra l’indirizzo che sto per scrivere:

http://www.rockit.it/album/16080/dadamatto-ep

Dunque, i Dadamatto, la miglior faccia del rock indipendente italiano, le cinque nuove tracce in questione, con testi e suoni, stimolano ragionamenti, scatenano movimenti stupidi, risvegliano sensi, invogliano, solleticano ed eccitano.

Tirano la corda al suono novanta che tanto ci piaceva a noi giovani dell’ottanta, lo trascinano in avanti e ne maturano le parti fondamentali.

“Semaforo rosso” è un brano che letteralmente spacca !!!

Terzo atto, terza scappatoia alla noia, terzo simbolo di una Senigallia in continua e costante fermentazione, LatoOtal, ovvero dj Lato, al secolo Nicola Latini, legittimo padre e padrone di una scena hip hop che, insieme all’ormai noto Fibra, ha fatto storia in tutta la penisola.

Lato rientra in scena in grandissimo stile, quello di chi è rimasto ad osservare le mille evoluzioni intorno a lui, di chi, chiuso in uno studio, è stato capace di intraprendere un affascinante percorso musicale e comunicativo che sfocia nella nascita di Loopmannaro Breaks. Si prega di seguire tutti gli aggiornamenti connettendosi al sito latootal.com ! Il disco in questione esce nel giorno del mio compleanno, il 30 settembre. Quest’anno mi regalo un classico della pop music, rigorosamente originale, intendiamoci!

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