Pronto soccorso: Medicheria 1, la giornata di un medico

luglio 21 09:11 2011 Stampa questo articolo

I

turbamenti

del

dott. House

 

 

 

 

“Dottor House, è qua da un pezzo un paziente psichiatrico che sta delirando e crea problemi in sala d’attesa, cosa debbo fare? Possiamo farlo entrare subito?”

 

 

 

 

 

 

di dott. House

 

Sono le 6 e 15. Bisogna che mi affretto, debbo dare il cambio a Franco che ha  fatto il turno di notte. Lui è sempre molto preciso: dà sempre il cambio a tutti un quarto d’ora prima dell’inizio del turno. Io questa mattina lavoro dalle 7 alle 14 nella Medicheria 1,  quella più impegnativa, quella in cui di solito si gestiscono le urgenze.

Timbro alle 6.55. Il turno inizia alle 7. Anche se non puntuale e preciso come Franco, sono comunque in orario; mi cambio in un attimo, metto la divisa e sono pronto.

“Ciao Franco. Com’è andata la notte?“

“Ciao House. Mah. La notte non sarebbe andata proprio male in Pronto Soccorso, solo una  decina di codici verdi e bianchi e 3 codici gialli. E’ nel nostro reparto, in Osservazione Breve Intensiva (OBI), che ci sono stati problemi: sono stati male contemporaneamente due pazienti e sai, da soli, Pronto Soccorso e OBI di notte è veramente dura, devi chiamare i reperibili. Praticamente ti senti, anzi sei, proprio completamente solo.

“Lo so. Da quanto tempo diciamo che in un Pronto Soccorso come il nostro di notte ci dovrebbero essere due medici di turno! Speriamo che il Primario riesca a convincere l’Amministrazione ad aumentare l’organico”.

“Tanto la risposta già la sai qual è: la Regione, il blocco delle assunzioni…”

“Ok Franco, va’ a dormire, si vede che hai la faccia stravolta. Cosa mi lasci in sospeso?”

“Due codici gialli: un ottantenne con problemi  respiratori, in Medicina non c’è posto e l’ OBI è piena; poi  una ragazza di 24 anni con un gran mal di testa, arrivata da poco , è in attesa di fare la TAC. Ho chiamato il radiologo a casa, che sta arrivando; in sala d’ aspetto 3 codici verdi”.

Comincia bene la mia mattinata! Due pazienti in sospeso, tre in sala d’attesa e i reparti pieni ! Speriamo che arrivi presto la collega delle 8 che lavora nell’altra medicheria: lei ha i figli da portare a scuola e arriva sempre con qualche minuto di ritardo. Va bene, mettiamoci subito al lavoro. Mi raccomando lei, infermiera del triage: all’erta, il suo è un ruolo strategico. La solita attenzione, professionalità e tanta tanta pazienza!”.

“ Dottor House, dottor House, la paziente dell’OBI si sente di nuovo male. Venga subito”

Dopo un’ora in OBI dietro la paziente la sala di attesa si è già riempita. “E’ arrivata la collega delle 8 a darmi una mano?  Sì, bene, ciao Federica. Qui sta cominciando il casino, mettiti subito al lavoro e poi spero che arrivi quanto prima anche il Primario, così li segue lui i pazienti dell’OBI; e spero che faccia qualche dimissione perché già non so dove mettere i pazienti”.

Dal triage: “Dottor House, il codice verde con dolore addominale che è qui dalle 6.45 non mi piace affatto: è pallido, la frequenza del polso elevata, la pressione un po’ diminuita, vorrei farlo entrare il prima possibile”. “Ok, io intanto telefono alla TAC per quella ragazza col forte mal di testa. Mamma mia come è pallido questo paziente col dolore all’addome! Facciamo subito gli esami urgenti ed allertiamo l’ecografia. Spero sia arrivato qualcuno in Radiologia”.

Ore 8.15. “Ehi, il Primario è arrivato! Qui sono già incasinato, dimetterà qualcuno dall’OBI? Io ho un paziente respiratorio da stanotte e la Medicina è piena…”

“Vedremo. Fammi vedere la situazione e capire cosa è successo sta notte. Ti faccio sapere”.

Ore 9. Squilla il telefono rosso. “Centrale Operativa 118 di Ancona: Sta arrivando un codice rosso traumatologico incidente stradale Strada della Marina”.

“Ok, ricevuto. Infermiera del triage, non mi faccia entrare i codici verdi in questa medicheria riservata alle urgenze: mandateli dalla collega nella seconda medicheria”. “Ma, dottore, ci sono già 10 codici verdi in attesa e la gente comincia a protestare; ho visto che la sua medicheria  era libera”. L’ho liberata perché  sto aspettando un codice rosso traumatico..”

“Dottor House  i familiari del paziente respiratorio che è qui da questa notte stanno protestando”. “Digli di stare calmi, riprovo a telefonare in Medicina”. “Farete dimissioni in mattinata?”

Dalla Medicina: “House, cominci presto! Abbiamo cominciato il giro da poco, forse dimettiamo due  pazienti ma non prima di  mezzogiorno”.

“Per voi è sempre tutto più facile nei reparti, ma io cosa dico a questa gente che sta qui da stanotte? Venite a parlarci voi! Comunque lei infermiera continui a dare ossigeno a bassi flussi al paziente e a monitorizzarlo, quando posso vengo a parlare io con i parenti”.

Spero che almeno il nostro Primario mi dia una mano. “Direttore, riesce poi a liberare un posto letto  in OBI?. Ah, anche lei mi fa sapere dopo il giro. Andiamo bene!”.

Arriva l’ambulanza con il codice rosso traumatico: “Politrauma, trauma cranico commotivo, trauma toracico probabile frattura di gamba, paziente stabile polso e pressione nella norma”. ”Fatelo entrare in sala di Emergenza”; e contemporaneamente: “Dottor House, il paziente con il dolore addominale ha fatto l’ecografia, ha un aneurisma che si sta rompendo”. “Me lo immaginavo: allertate subito la sala operatoria; io seguo il paziente con il politrauma”.

Dal triage: “C’è un dolore toracico: dottore, mi controlla l’elettrocardiogramma che gli ho fatto appena è entrato in sala d’attesa?“.  “Ok, l’ ECG è negativo, ma mai fidarsi: applica il protocollo per il dolore toracico e poi eventualmente fatelo vedere dalla collega dell’altra medicheria o al cardiologo; io sono intasato”.

“Questo paziente politraumatizzato non mi piace per niente: tende ad addormentarsi. Bisogna fargli fare subito la TAC,  ma la mia infermiera dov’è?“. “E’ andata in sala operatoria con l’anestesista a portare il paziente con l’aneurisma”. “E io sono rimasto qui da solo senza infermiere con un politraumatizzato grave?”. “Dottore, i conti li sa fare?  Un infermiere in OBI, uno in triage, uno in ciascuna medicheria. Si faccia aiutare da quello del 118 se è libero”.

Chiamo la TAC: “Ci sarebbe da fare una TAC urgente per un trauma cranico”. “D’accordo, House ma è già la terza urgenza che ci mandi in due ore: dobbiamo fare anche i pazienti ricoverati nei reparti se no protestano i medici dei reparti, i pazienti, i familiari”. “Ma cosa posso farci io se ci sono le urgenze: mica li chiamo io i pazienti da casa! Ormai lo sapete il lavoro del Pronto Soccorso è imprevedibile e non programmabile….”

Dal triage: “Dottor House,  ci sarebbe il papà di un bambino con la febbre, è un codice verde che è qui dalle 7.30 e sta protestando che vuole andare dal Tribunale del Malato”. “Che protesti pure, faccia quello che vuole: io sono qui in mezzo alle urgenze e debbo ancora sistemare i pazienti di questa notte, dovrei anche andare al bagno a fare la pipì da questa mattina e non riesco a trovare un momento libero”.

11,30. Finalmente il Primario ha liberato due posti. ”Bene: uno è per il paziente con crisi respiratoria che è qui da questa notte, l’altro teniamocelo stretto perché la giornata è lunga”.

Ancora il telefono rosso del 118. “Codice giallo, paziente cardiopatico dalla casa di riposo di Ostra con problemi respiratori”. E poi ancora: “Dottor House, sta rientrando dalla radiologia il paziente politraumatizzato. Niente di grave, solo frattura del femore sinistro”. “Facciamolo rientrare nella medicheria, suturiamo le ferite alla testa, medichiamolo e poi lo ricoveriamo in Ortopedia”.

“Dottore, la ragazza con la cefalea sta vomitando. Può venire a vederla?”… “Non posso, sto suturando. Chiamate il neurologo e dite che scenda subito”.

Dal triage: “Dottor House, è qua da un pezzo un paziente psichiatrico che sta delirando e crea problemi in sala d’attesa, cosa debbo fare? Possiamo farlo entrare subito?”. “No, tutte le medicherie sono piene e io sto medicando il politraumatizzato; intanto lei telefoni in psichiatria che venga uno psichiatra per valutarlo”. Dopo qualche minuto ancora dal triage: “Dottor House, sono arrivati il neurologo e lo psichiatra per le consulenze che aveva richiesto. A proposito, il papà del bambino si è calmato; sono riuscito a parlare con la pediatria: lo visitano in reparto”. ”Brava, bene! Ma ora arrivano due consulenti contemporaneamente? Io non posso fare cinque cose insieme, mi hanno fatto entrare di corsa una paziente con una aritmia cardiaca che sto trattando. Di ai consulenti  di valutare i pazienti da soli poi mi facciano sapere”.

Centrale 118: “Incidente stradale sulla Strada Arceviese all’altezza di Serra De’ Conti: motociclista contro autovettura, è partita l’ambulanza di Arcevia e si è alzato anche l’elicottero dalle Torrette”.

“Oh no! Ci voleva anche questa! Ora come facciamo? Intanto liberate e preparate la sala di emergenza”.

Ore 12.30 dal triage: “Dr. House, ci sono alcune codici verdi, lievi traumi degli arti inferiori e del rachide cervicale; due con il dolore all’orecchio che aspettano da quattro ore, la sua collega della seconda medicheria è piena di pazienti. Può vederli lei al volo?”. ”Al volo, al volo! Certo. Poi magari mi sfugge qualcosa e ci rimetto io oltre che il paziente. Ma questa gente non può andare dal proprio medico di famiglia? Fatemi finire con i pazienti che ho in sospeso, tra poco più di un’ ora arriva il collega del  pomeriggio e non gli voglio lasciare molti pazienti in sospeso, se no anche lui si blocca prima di iniziare”.

Centrale Operativa 118: “Il paziente traumatizzato dell’incidente sull’Arceviese è stato trasferito con l’elicottero alle Torrette”. ”Meno male! Mi dispiace per il paziente: probabilmente era molto grave, ma se lo portavano qui non so cosa sarebbe successo, la radiologia è intasata con tutti i pazienti che ci sono già in attesa”.

Psichiatra: “House, ho visitato il paziente: è una vecchia conoscenza. Ho avuto un colloquio con lui e con i familiari, può tornare a casa”. “Sì, ma è tranquillo? non è che combina qualcosa? Prima l’ho visto molto agitato e i familiari preoccupati, non potresti ricoverarlo per alcuni giorni?”. ”No, siamo già pieni in reparto e lui può andare a casa. Gli abbiamo dato un appuntamento in ambulatorio”.

“Ok, lo dimetto. Tu scrivimi la consulenza, io intanto continuo con i pazienti. Rivalutiamo il dolore toracico, sono arrivati i primi esami?”

“Dottor House, è arrivato un bambino di 5 anni con un’ustione alle mani, non possiamo farlo aspettare: piange e strepita e anche la mamma è in ansia. Può farlo al volo?”. ”Ecco, certo, come detto, qui sempre tutto al volo. Dai, fallo passare mentre lo psichiatra mi scrive la consulenza”.

“Dottor House, ci sono due telefonate per lei: una dai Carabinieri di Fano per l’incidente stradale di tre giorni fa e una dall’ INAIL”. “No, ragazzi, io qui ho da fare non posso stare al telefono, dica che chiamino più tardi”.

“Ehi, Federica! Degna collega, è quasi finito il turno e non siamo riusciti nemmeno a scambiarci una parola per quanto c’è stato da fare”. ”Ho visto, House. Anch’io nella seconda medicheria non mi sono fermata mai”.

Triage: “Dottor House, è arrivata una novantenne con l’ambulanza convenzionata. Assopita, non parla, respira male”. “Controllate i parametri vitali se sono stabili e fatela aspettare: sono le 13.30 e io bisogna che  sistemo i pazienti in sospeso. Non posso lasciarli al collega che non li conosce e deve ricominciare tutto da capo”. E poi anche per oggi è fatta: sono riuscito a sopravvivere.

Ore 14: arriva il cambio. “Ciao House, come è andata?”. “Come sempre, non mi sono fermato un minuto, non sono nemmeno riuscito ad andare in bagno a fare la pipì, me la riporto a casa. Anche gli infermieri non si sono fermati mai, hanno corso come matti. Speriamo che reggano: è massacrante anche per loro. In sala d’attesa c’è gente che protesta, qui in queste condizioni di più non si può fare”.

“E poi non siamo ancora in piena estate. Ad agosto cosa succederà con tutta la gente che c’è a Senigallia? E il Primario ci ha anche ridotto i turni di ferie estive! Su, non pensiamoci. Ti lascio in sospeso… anzi, vabbè, mi fermo un’altra oretta e finisco io i pazienti in sospeso. Solo… fammi andare un attimo in bagno. Arrivo subito”.

The following two tabs change content below.
“La Città Futura” è una libera associazione culturale e politica, interessata a sviluppare e promuovere il confronto e il dibattito su temi che appartengono al patrimonio culturale della sinistra italiana ed europea quali giustizia e promozione sociale, contrasto alle diseguaglianze, accoglienza ed integrazione, salvaguardia dell’ambiente e tutela del paesaggio, ecologia e sviluppo sostenibile, diritti civili e laicità dello stato, democrazia, trasparenza e partecipazione.
  Categorie:
leggi altri articoli

L'autore dell'articolo

La Città Futura
La Città Futura

“La Città Futura” è una libera associazione culturale e politica, interessata a sviluppare e promuovere il confronto e il dibattito su temi che appartengono al patrimonio culturale della sinistra italiana ed europea quali giustizia e promozione sociale, contrasto alle diseguaglianze, accoglienza ed integrazione, salvaguardia dell’ambiente e tutela del paesaggio, ecologia e sviluppo sostenibile, diritti civili e laicità dello stato, democrazia, trasparenza e partecipazione.

Leggi altri articoli
scrivi un commento

1 Commento

  1. marzo 23, 09:41 #1 Pronto soccorso: Sala d’attesa, la giornata di un paziente » La Città Futura

    […] Pronto soccorso: Medicheria 1, la giornata di un medico » […]

    Rispondi al commento

Aggiungi un commento

I tuoi dati sono al sicuro! Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. Anche altri dati non saranno condivisi con altri. Tutti i campi sono obbligatori.