Odio gli indifferenti

Odio gli indifferenti
luglio 22 13:06 2011 Stampa questo articolo

Odio gli indifferenti. Vi voglio raccontare due storie, storie di due paesi che non si sono fatti mettere i piedi in testa dagli arroganti di turno. Odio gli indifferenti. Vi voglio raccontare la storia di due popoli, due popoli ribelli, fieri, orgogliosi.

Odio gli indifferenti. Bolivia, America Latina. Nel 2000 la città di Cochabamba è rimasta sul piede di guerra per quattro mesi quando il dittatore di turno ha cercato di privatizzare l’acqua e venderne i profitti alle compagnie straniere. 170 persone ferite e un ragazzo di 17 anni morto, tutto ciò perché l’acqua rimanga un bene pubblico, non vendibile come merce. Odio gli indifferenti. L’acqua, regalo che la Pachamama ha dato agli uomini, insieme al sole, al vento e agli alberi.

Odio gli indifferenti. Bolivia, paese a maggioranza indigena, che non ha mai piegato la testa e ha continuato a lottare durante 500 anni d’oppressione. Bolivia, dove ogni giorno persone indignate scendono in piazza a protestare, a marciare, a gridare. I diritti conquistati non si toccano.

Odio gli indifferenti. Bolivia, io sono stata qui, a sentire la tua voce, il tuo fervore, la tua rabbia. Io sono stata qui, a mischiarmi tra la tua gente che marciava, la tua gente con la faccia cotta dal sole e le mani rugose. Sono stata qui a vedere altre forme di protesta, per vedere se e come un altro mondo è possibile. Odio gli indifferenti. Italia, Europa. Nel 2011 metropoli, città e paesini si sono mobilitati per far passare un referendum popolare, quando il dittatore di turno ha cercato di privatizzare l’acqua.

Odio gli indifferenti. 57% per dire no alla privatizzazione dell’acqua. 57% per dire no a chi vuole legiferare contro la volontà popolare. 57% per dire che ancora il popolo conta, che ancora il popolo ha voce.

Odio gli indifferenti. Italia, non ho potuto vedere il tuo fermento di quei giorni, ma da lontano eri una cosa meravigliosa. Dicono che per capire veramente un paese bisogna allontanarsi. Non so se ti ho conosciuta meglio Italia, però sono stata orgogliosa di te e della tua gente.

Odio gli indifferenti. Chi vive veramente non può non essere cittadino e non prendere parte alla vita politica. Bolivia e Italia non sono state indifferenti, per questo c’è ancora speranza. Bolivia e Italia sono piene di cittadini, uomini che non sono estranei alla città, alla cosa pubblica, sono piene di uomini che hanno ancora la passione politica per impegnarsi e per indignarsi.

Antonio Gramsci, a cui questo giornale deve almeno il titolo, sarebbe contento della partecipazione di queste settimane. L’indifferenza è stata sconfitta Antonio.

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Giulia Angeletti

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1 Commento

  1. enrico dignani
    marzo 28, 19:56 #1 enrico dignani

    La dittatura è un sistema per opprimere il popolo. La democrazia è un sistema per costringere il popolo a opprimersi da solo. CG
    Molto bello questo post.

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