La fondazione di Senigallia

aprile 15 10:00 2011 Stampa questo articolo

Storia senigalliese: prima puntata, le origini

 

 

 

di Maurizio Pasquini

 

 

 

Cercheremo con questa serie di scritti di ripercorrere la storia della nostra città dalle origini  ad oggi senza la pretesa di essere degli storici esperti, ma sperando di stimolare la vostra curiosità sulle vicende storiche senigalliesi e magari invogliarvi a ricercare le opere degli studiosi che l’hanno approfondita (Polverari, Anselmi, Paci, Bonvini Mazzanti, Villani), dai quali abbiamo preso spunto.  Iniziamo dalle origini.

Le scoperte archeologiche di manufatti risalenti all’era paleolitica in località Brugnetto e Bettolelle, specialmente alla confluenza dei fiumi Misa e Nevola, fanno supporre che già a quei tempi ci fossero un po’ ovunque, lungo il fiume, consistenti presenze insediative, mentre altre tracce di un villaggio del Neolitico Superiore (dall’VIII millennio) sono state trovate lungo la costa, sulla destra della strada nazionale oltre la chiesa del Ciarnin. Più vicino a noi a partire dal IX secolo a. C. una comunità di una certa importanza si stabilì sulla collina di Montedoro  dominante il Cesano e la sua presenza si protrasse per l’intero periodo piceno.

Passando al sito in cui oggi è la nostra città, possiamo ipotizzare che anticamente vi fosse una zona paludosa in cui il Fiume Misa ed il fosso Sant’Angelo confluivano al mare. I detriti alluvionali depositati dai due corsi d’acqua formarono una zona asciutta e rialzata (pressappoco fra l’attuale viale IV novembre e il corso del Misa) creando una platea adatta ad un insediamento abitativo, anche se non si può parlare che di semplice villaggio di pescatori.

Fra le prime e più attendibili fonti scritte possiamo citare Plinio il Vecchio, che parlando dell’Agro Gallico (territorio tra Rimini e il Piceno) scrive: “I Siculi ed i Liburni ne occuparono molti territori… li cacciarono gli Umbri che vennero cacciati dall’Etruria e questi dai Galli”. Strabone scrivendo dell’Umbria prima della conquista romana vi comprende Ravenna, Sarsina, Rimini, Sena e Camerino. Non si esclude neppure che fra i nostri progenitori si possano annoverare anche i Piceni. Tale ipotesi è avvalorata dai reperti tombali ritrovati in località Monte d’Oro di Scapezzano.

Andando per ordine, alcuni fanno risalire i primi insediamenti ad un periodo tra il 2000 ed il 1500 a.c. ad opera dei Liburni, popolazioni provenienti dalla Dalmazia che in quel periodo sbarcano sulle nostre coste. Addirittura si attribuisce a loro il primo nome originario di  Sena o Senna, sinonimo di un loro villaggio (oggi Seny vicino a Fiume). Era infatti usanza di queste popolazioni riproporre ai nuovi insediamenti nomi di quelli di origine. Si registra poi il passaggio di popolazioni di Siculi (quelli che fondarono Numana) scacciati più avanti dai Pelasgi, provenienti dalla Tessalia, a loro volta scacciati dagli Umbri. Questi ultimi dovettero cedere agli Etruschi che, dopo averli sconfitti, si insediarono nel territorio da Rimini in giù. Arriviamo così intorno al 400 a.c. quando i nostri territori vengono invasi dal Galli.

Nella convinzione più accreditata Senigallia è stata fondata da Brenno re dei Galli Senoni che  con le  sue orde si spinge sino ai nostri territori. Altri invece affermano che Brenno non sia mai esistito, ma che questo nome sia una traduzione postuma di “Brinn” che significava condottiero, anche se è certo che la tribù più numerosa di questi barbari era appunto quella dei Galli Senoni. Proprio quelli che nel 386 a.c. misero a ferro e fuoco Roma, che si salvò, secondo la leggenda, per merito delle oche capitoline ( in realtà i Galli si ritirarono da Roma solo dopo un lauto riscatto). In ogni caso una presenza umana insediata in un nucleo di capanne è attestata fra il V e il IV secolo, come hanno rivelato i recenti scavi in via Cavallotti; che poi si trattasse di Celti o di Piceni è tutto da verificare.

Nel 295 a.c. ha luogo la battaglia di Sentinum (Sassoferrato), in cui i Romani sconfiggono i Galli ed i Sanniti. Secondo lo storico romano Livio, la colonia di Sena sarebbe stata fondata pochi anni dopo, venendo così ad essere la prima colonia romana sull’Adriatico. Ma la regione viene occupata definitivamente solo nel 284 a. C., quando il console Mario Curio Dentato sconfigge nuovamente e definitivamente i Galli. Nei nostri luoghi arrivano trecento coloni  che si mescolano alla popolazione esistente. Appezzamenti di terreno vengono offerti ai veterani ed a coloro che scelgono di trasferirsi nella nuova colonia. Viene concessa la cittadinanza romana e questi nuovi cittadini sono iscritti nella tribù Pollia. Alcuni affermano fosse invece la tribù Scaptia da cui si pensa derivi poi il nome Scapetianum (Scapezzano).

Intorno al 217 a.c. la città soffre per il passaggio delle truppe di Annibale che la saccheggiano. I romani ristabiliranno il loro dominio solo  nel 207 quando sconfiggono Asdrubale (fratello di Annibale) nella battaglia del Metauro. In verità sembra che questo evento sia accaduto molto vicino alla nostra città tanto che Cicerone la ricorda  come Proelium Senese cioè battaglia di Sena. Nell’ 81 a.c., le lotte tra Mario e Silla coinvolgono anche i nostri territori: si ha notizia di saccheggi da parte delle truppe di Gneo Pompeo alleato di Silla. Nel 48 a.c. Giulio Cesare passa il Rubicone (lo storico “il dado è tratto”) ed occupa Senigallia insieme a Fano e Pesaro. Ed è all’incirca intorno al 30 a.c. che la nostra città prende il nome che con poche modifiche è rimasto fino ad oggi. Ottaviano Augusto fonda in Toscana la colonia militare Sena Julia (Siena) e la nostra prenderà il nome di Sena Gallica o Senogallia.

Poche sono le notizie sulla storia romana di Senigallia, che tuttavia perde via via importanza con l’apertura della Flaminia nel 220 a.c.  lungo la valle del Metauro, in seguito alla fondazione delle colonie di Pesaro e Potenza e allo sviluppo di Fano. Molte testimonianze però sulla sua organizzazione urbanistica e forse sulla sua vita sociale stanno venendo alla luce con i saggi archeologici, a partire da quelli dell’area del teatro.

Nel 409 d.c. Alarico, re dei Visigoti, forse toccò la nostra città, prima di scendere verso Roma per metterla a ferro e fuoco. Questo è l’inizio di un periodo di decadenza, non solo per la nostra città, ma per tutti i territori dell’Italia.

Continua…

 

M.Bonvini Mozzanti- Senigallia 1998

G.Monti Guarnirei- Annali di Senigallia 1961

A.Polverari- Senigallia nella storia Vol.1-1979 Vol.2-1981

V.Villani- I processi di formazione dell’identità comunale… 2004

V.Villani – Vicende politiche e urbanistiche comunali dell’età malatestiana… 2008

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