La casa? Ce la facciamo insieme

aprile 21 12:37 2011 Stampa questo articolo

Autocostruttori le mani in pasta

Mio nonno
fava i mattoni,
mio babbo
fava i mattoni,
fazzo i mattoni
anche me’,
ma la casa mia
n’dov’è?
Calcinazz, da Amarcord di F. Fellini, 1973

 di Marcello Mariani *

Nel dopoguerra molti dei nostri padri (anche il mio) sono stati autocostruttori. Con le loro mani, a volte con la sabbia di mare, aiutati da mogli e parenti si sono costruiti la loro Casa. Con la maiuscola perché anche oggi, ci dicono le statistiche, il PIL italiano è ai primi posti dei paesi avanzati per un solo e unico motivo: sono proprietarie di  (almeno) una casa quasi il 75% delle famiglie. Ciò non significa che non ci sia un “problema casa”: tutt’altro.

Il nostro Paese investe nelle abitazioni pubbliche meno di tutti gli altri in europa in Europa (le graduatorie pubbliche per la casa sono come gli esami: non finiscono mai) e il mercato degli affitti (peggio quello della proprietà) appare irraggiungibile per chi ha (quando ce l’ha) un normale stipendio.
Da questa constatazione, come assessore al social housing della Provincia di Ancona ho provato a cercare possibili soluzioni, certo sperimentali nella nostra regione che mai sinora le ha attuate, tornando all’autostruzione: oggi molto diversa da quella di un tempo.
Abbiamo avanzato, al Ministero della Solidarietà sociale, domanda di ammissione al finanziamento per la realizzazione di un progetto di inclusione sociale dei migranti che prevedeva un intervento di autocostruzione da parte di cooperative edilizie di lavoratori italiani e immigrati. Il progetto, che abbiamo chiamato “Le mani, per vivere insieme”, si è collocato al 25° posto su 62 progetti presenti in graduatoria ed è stato ammesso a finanziamento per  254 mila euro.
Dopo le fasi di selezione dei soggetti cooperativi (una ATI (Associazione Temporanea tra Imprese) tra una cooperativa umbra esperta in autocostruzione e una cooperativa sociale locale) e lo svolgimento dei corsi di formazioni per tecnici e mediatori in autocostruzione, siamo ormai alla vigilia dello start up del cantiere per la realizzazione di 20 alloggi da parte della neo-cooperativa formatasi con lavoratori italiani e immigrati (selezionati attraverso un bando comunale) che contribuiranno direttamente alla realizzazione delle loro abitazioni a Cesano.
Gli autocostruttori presteranno la propria attività lavorativa (o quella di altri componenti maggiorenni del nucleo famigliare) nel loro tempo libero, secondo la modalità della costruzione edilizia autogestita (cioè con tutti i crismi di sicurezza e tutela sul lavoro, sotto la guida di persone in ciò esperte e compiendo le lavorazioni meno professionalizzate e pericolose). Le assegnazioni degli alloggi avverranno per estrazione (la qualità costruttiva nell’autocostruzione è sempre più alta di quella del normale mercato immobiliare: chi lavora è consapevole di farlo su una casa che potrebbe poi essere la sua). Si realizzeranno villette con giardino a  piano rialzato su progetto di bioarchitettura e con le tecniche della bioedilizia e del risparmio energetico. Ogni autocostruttore inizierà a pagare il mutuo per la propria abitazione (di costo di molto inferiore a quello di mercato per similitudine di tipologia e localizzazione) solo nel momento in cui entrerà ad abitarci (era impensabile, per una famiglia monoreddito, pensare all’accumulo dell’affitto per la casa che già si abita con l’anticipo delle spese per ciò che si sta autocostruendo).
Obiettivo generale del progetto è, quindi, in primo luogo quello di offrire una soluzione concreta ed efficace ai problemi abitativi di nuclei familiari, per metà italiani e metà immigrati, che non avrebbero avuto possibilità economica di acquisire un’abitazione di proprietà attraverso il normale mercato immobiliare. Il secondo obiettivo generale del progetto è quello di realizzare una convivenza interetnica tra i soggetti partecipanti all’iniziativa e tra di essi e gli abitanti dei quartieri nei quali l’iniziativa sarà realizzata.
A questo aspetto abbiamo dato grande rilevanza: lavorare insieme per costruire le proprie case, confrontarsi, dialogare, conoscersi, significa integrare culture, modi, storie e persone: facendolo, appunto, con le mani, per vivere insieme.

Il progetto di  autocostruzione
è curato da  http://www.consorziosolidarieta.it

* assessore al Social housing della Provincia di Ancona

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