Il futuro è di tutti

Il futuro è di tutti
aprile 21 20:45 2011 Stampa questo articolo

Senigallia è la nostra città, una città tra le tante, ma è la città in cui noi viviamo e in cui, pertanto, siamo tenuti a dare il nostro contributo, per migliorare il nostro paese, il mondo.
E’ per questo che siamo obbligati ad amarla questa città: attraverso di lei possiamo, se lo vogliamo, sentirci cittadini del mondo. Che per noi vuol dire impegnarci per l’ambiente e la solidarietà, per la cultura e l’ospitalità, per la giustizia e la libertà, partendo dalla nostra città.

Per questo abbiamo deciso di fare il giornale che avete in mano. Siamo un gruppo di persone alcune da anni impegnate nei partiti della sinistra cittadina, altre nel sociale e nel volontariato. Non siamo giornalisti, ma ci piacciono i giornali e ci piace far circolare le idee. Quindi il nostro desiderio e la nostra ambizione sono quelli di andare oltre questo numero zero e di riuscire a dialogare con i cittadini, coinvolgendo  coloro che dedicano il loro tempo, il loro lavoro e il loro impegno alla crescita civile di Senigallia.

Cercheremo il confronto anche con gli amministratori della città, cui chiederemo di perseguire con determinazione e coerenza il programma su cui si sono impegnati e che riteniamo di avere fortemente contribuito a scrivere.

Oggi il nostro paese, l’Italia, si scopre fragile e stanco, sfibrato; governato da una casta di corrotti e cortigiani che ne stanno ne stanno prosciugando la linfa vitale, condannando i giovani alla disoccupazione, alla precarietà e alla fuga. Contemporaneamente si sta smantellando la rete dei servizi pubblici che ha consentito fin qui ai cittadini di sentirsi tali: la scuola, la sanità e la previdenza.

Eppure tutto ciò non può costituire un alibi per chi deve costruire un’alternativa, che per essere credibile dovrà marcare le differenze e indicare soluzioni a cominciare dal governo dalle città.

In un paese, l’Italia, la cui convivenza civile è corrosa dal risentimento, dalla disuguaglianza e dalla sfiducia nel futuro (da qualche parte su un muro c’è scritto “ non c’è più il futuro di una volta”), noi pensiamo che occorra restituire alla politica lo statuto di arte nobile, in grado di suscitare passioni e di trasformarle in progetti. Possiamo farlo noi tutti partecipando in prima persona. Lo devono fare i nostri amministratori, facendo bene il lavoro cui sono stati chiamati e ascoltando la città.

A loro vogliamo ricordare che Senigallia non parte da zero, il livello della partecipazione, anche critica, è alto , come alta è  l’attenzione anche per le tematiche generali, e ci piace ricordare, emblematicamente, che nella nostra città il comitato referendario per l’acqua pubblica ha raccolto qualcosa come 4000 firme, a testimonianza di una sensibilità eccezionale per il bene pubblico.

Potremmo fare molti altri esempi parlando della diffusione dell’associazionismo o della qualità del volontariato, ma fermiamoci qui, per ora. Ma è proprio ciò di cui varrà la pena parlare.

Le fondamenta per fare di Senigallia la Città Futura ci sembrano solide, l’importante è non smarrire la bussola: giustizia e libertà, ambiente e società; buone pratiche di governo e partecipazione, perché il futuro è di tutti.

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Roberto Primavera

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