Dal Consiglio Comunale solidarietà ai lavoratori Fiom e Fiat

gennaio 11 12:22 2011 Stampa questo articolo

Sette consiglieri hanno sottoscritto un ordine del giorno per il prossimo Consiglio Comunale in cui si esprime solidarietà alla FIOM e ai lavoratori della FIAT in vista dello sciopero nazionale del 28/1/2011.Forte è l’esigenza di riportare il tema del lavoro al centro dell’agenda politica dei partiti e dei governi locali e nazionali perché da qui passa la rigenerazione della “politica” che vuole concretamente occuparsi delle condizioni di vita dei cittadini.

A Torino è in gioco il fondamentale diritto di tutti i lavoratori a scegliere liberamente la propria rappresentanza sindacale. Mai prima d’ora si era tentato di eliminare un sindacato non in linea con la strategia FIAT dalla rappresentanza dei lavoratori. L’accordo di “Mirafiori”, imposto senza possibilità di contrattazione e il referendum farsa,condotto sotto il ricatto della chiusura dello stabilimento, riducono la libertà e gli spazi di democrazia sindacale per quei lavoratori e, a cascata, per tutti i lavoratori italiani, a prescindere dal merito delle condizioni contenute nel contratto .

E questo è ancora più grave perchè FIAT tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000 ha usufruito di circa 500 mln di euro all’anno di contributi statali a fronte di una riduzione costante di occupati fino agli attuali 22.000 in Italia e con salari trai più bassi d’Europa. Oggi, dei 20 mld di euro di investimenti promessi 6 mesi fa, si sono concretizzati solo 700 mln per Pomigliano e 1 mld per Mirafiori, a fronte dei 9 mld (certi) da restituire al governo americano per l’acquisizione della Chrysler. E’ legittimo dubitare di una vera ripresa produttiva visto che per febbraio è già stata fatta la richiesta di cassa integrazione per il 50% degli occupati di Mirafiori a prescindere dall’accordo e visto che nonostante la mancanza di nuovi modelli dal 2008 abbia fatto crollare le vendite del 6,5%, la FIAT ha distribuito dividendi agli azionisti per 237 mln di euro grazie all’attività finanziaria.

E Marchionne guadagna 450 volte più di un operaio metalmeccanico. In Europa (vedi l’industria dell’auto tedesca), dove davvero si è puntato sulla ripresa produttiva, ci sono stati forti investimenti in ricerca,innovazione e sviluppo. In accordo con i sindacati, si è ridotto l’orario di lavoro nel momento di crisi, senza allontanare nessuno dalla produzione, pronti a ripartire appena il mercato lo ha consentito. Mentre in Italia la FIAT delocalizza tutti i nuovi modelli e i suv a marchio Chrysler verranno solo assemblati a Mirafiori. La presunta bassa produttività dell’operaio italiano maschera la volontà di abbandonare la produzione in Italia dove la FIAT ha già preso tutto quello che poteva prendere I sette consiglieri firmatari cercheranno il contributo di tutte le forze disponibili affinché il Consiglio Comunale di Senigallia:

  • esprima la piena solidarietà a tutti i lavoratori FIAT e in particolare alla FIOM per il loro impegno a difesa della libertà e la democrazia in fabbrica
  • sostenga lo sciopero nazionale indetto dalla FIOM per il 28/1/2011 contro i contratti capestro e il ricatto della disoccupazione, per la riconquista del contratto nazionale
  • si impegni a rappresentare questa posizione alle sedi provinciali e nazionali della FIOM

I consiglieri comunali Carlo Girolametti ,Enrico Pergolesi, Massimiliano Giacchella, Margherita Angeletti, Mauro Gregorini, Vania Bucci, Enzo Monachesi.

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