Contratti di lavoro “a chiamata” e “voucher”, a Senigallia se ne fa troppo uso

Contratti di lavoro “a chiamata” e “voucher”, a Senigallia se ne fa troppo uso
settembre 15 17:58 2011 Stampa questo articolo

La stagione turistico-balneare è ancora in corso ma i primi dati orientativi rilevano già un buon risultato per l’attività economica collegata a questo settore. In controtendenza con il dato nazionale e marchigiano, sembra che a Senigallia, nonostante i morsi della crisi economica, l’affluenza turistica sia aumentata come già successo lo scorso anno

L’amministrazione comunale si è molto prodigata per favorire questo risultato con iniziative culturali ed artistiche di livello nazionale e non solo (“Summer Jamboree”, “Caterraduno”, “La notte della Rotonda”, “Pane Nostrum” che inizia giovedì 15 settembre e tanto altro) che hanno caratterizzato l’estate senigalliese.

L’approvazione della “Variante al Piano degli Arenili” ha contribuito a porre tutti gli operatori economici (bagni, bar, ristoranti, alberghi, ecc.) che gravitano sulla balneazione, nelle migliori condizioni.

Inoltre tutto il Consiglio Comunale, nell’ambito delle sue possibilità e competenze, ha sostenuto gli operatori balneari nel loro recente contenzioso con il governo nazionale.

La “Città Futura” ha già dichiarato in Consiglio Comunale che la qualità dei servizi e delle attività non può prescindere dalla qualità dei rapporti di lavoro tra operatori economici e loro dipendenti.

Al contrario, sembra che anche a Senigallia, ci sia stato grande uso di “lavoro a chiamata” e retribuzioni con “voucher”.

La “Città Futura” chiede che l’amministrazione comunale in accordo con il Centro per l’Impiego e l’INPS, venga a conoscenza del numero e della tipologia dei contratti di lavoro stipulati e dei contributi versati nel periodo di apertura delle attività legate al turismo balneare.

Perché quando si fa promozione con soldi pubblici, la ricchezza prodotta dev’essere equamente ripartita!

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Carlo Girolametti
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