Cesano: elogio del cattocomunismo

ottobre 04 09:07 2011 Stampa questo articolo

Berton, un uomo e il mare

Un punto di vista  originale

Di Lucia Mazzoli

 

Lo ammetto: quando parlo della mia città divento particolarmente partigiana. Di lei mi piace tutto, un po’ perché Senigallia è oggettivamente bella e un po’ perché provo simpatia verso gli sforzi che fa – come piccola città di provincia – per relazionarsi con il resto del mondo.

Senigallia è un esempio di cattocomunismo assolutamente riuscito. E per chi ha frequentato chiesa e sezione, questo non può che rappresentare una piacevole contraddizione.

Una contraddizione che ha costituito nel tempo una particolare potenzialità per il quartiere Cesano, sia dal punto di vista sociale sia per ciò che riguarda il recente sviluppo urbanistico.

Cesano era, fino a pochissimi anni fa, completamente divisa in due dalla ferrovia. Una divisione non solo fisica ma anche “umana”: da una parte il mare, luogo dell’estate ma anche il luogo della più grande realtà aggregativa non religiosa, “La Marina”, e “la cellula” dell’ex partito comunista; dall’altra, la Statale e la chiesa, un contesto alternativo sia sul piano temporale – attivo in inverno e “dormitorio” in estate – sia per ciò che riguarda l’aspetto demografico: alle riunioni del “circolo” e a quelle della “cellula” si è sempre registrata una netta prevalenza di adulti maschi mentre a quelle della Parrocchia è sempre emersa – al contrario – una forte presenza di donne e di adolescenti.

Una separazione che i comunisti “doc”, i cattolici “doc” e i cattocomunisti cresciuti ad ostia e partito hanno sempre e – responsabilmente – combattuto. Da tutti loro è stata ricercata – nel corso degli ultimi vent’anni – la possibilità di creare un contesto territoriale compatto. Ricordo numerosissime riunioni e interessanti ipotesi progettuali avanzate da cittadini e associazioni che tentavano, insieme, di individuare un centro storico di fatto mai esistito che desse dignità all’intera frazione.

ricordo che proprio i vecchi comunisti – unica realtà politica del territorio davvero radicata e organizzata che si faceva carico dei problemi della frazione – parlavano della chiesa e del campo sportivo come il naturale nuovo centro identificativo del quartiere. Tutto quello che vediamo oggi – le nuove abitazioni a monte della frazione – è, politicamente, il risultato di quelle sollecitazioni nate localmente.

Cesano ha oggi, nel territorio comunale, un peso decisamente maggiore sia dal punto di vista quantitativo – per l’incremento della popolazione – sia dal punto di vista sociale per le nuove opportunità di incontro e di scambio di cui questi nuovi abitanti sono e saranno portatori.

Nuove occasioni e nuovi bisogni che si sommano, si mescolano e potrebbero nel contempo ridefinire o rendere ancora più evidenti le occasioni mancate e i bisogni non soddisfatti dei vecchi residenti.

Il benessere reale di una comunità si misura dal grado di civiltà della propria struttura sociale. E il grado di civiltà è sostanzialmente il livello raggiunto nell’organizzazione dei servizi per le categorie più deboli, che sono i ragazzi (preadolescenti e adolescenti), i bambini (scuola dell’infanzia e primaria) e gli anziani. Questo è il criterio oggettivo che dovremmo, a mio avviso, utilizzare in tutte le scelte di una comunità, dalla viabilità alla predisposizione dei luoghi di aggregazione.

Viabilità: ogni strada deve prevedere uno spazio protetto per bambini ed anziani, consentendo il transito tranquillo di passeggini, biciclette e persone con problemi di deambulazione. Questa è una questione prioritaria, che va perseguita a 360°: mantenere o introdurre i sensi unici dove necessario, percorsi ciclabili di collegamento fra le varie parti della frazione e con la città (Nuova zona–Statale; Statale-Mare; Lungomare), accesso sicuro a luoghi importanti come la scuola. A questo proposito, registro la soddisfazione di molti genitori per il progetto di un nuovo accesso a Sud della scuola elementare, che sarà raggiungibile a piedi o in bicicletta attraverso la Quinta Strada, una via che dovrà essere ad uso esclusivo dei residenti e un percorso protetto per alunni e pedoni alternativo alla carrabile e decisamente più pericolosa Sesta Strada. Sorprende, a tal proposito, la non volontà degli Amministratori degli ultimi 10-15 anni di fare – tramite semplici lastroni rimovibili da appoggiare sulla sabbia e quindi di nessun impatto ambientale e spesa irrisoria – un percorso pedonale di collegamento fra il marciapiede della Sesta e quello della Prima Strada che consentirebbe a bambini ed anziani di bypassare quel tratto pericoloso. Misteri della politica!

I Ragazzi: rappresentano sicuramente – da sempre – la categoria meno sostenuta dalle istituzioni. Il nuovo centro sociale sarà lo spazio di tutti ma dovrà essere innanzitutto il loro spazio. Non dovranno esserci dubbi o tentennamenti: la comunità gli deve almeno questo, come risarcimento di mancanze ataviche che gridano vendetta! Se questo non avverrà in tempi veloci e modalità chiare, il centro sociale diventerà ciò che purtroppo già appare esteriormente: il fantasma di se stesso senza alcun progetto per le generazioni future. Fare presto e fare bene sarà responsabilità di ognuno di noi!

l cattocomunismo di Cesano – ne sono convinta – è stato un grande strumento di coesione sociale, con il sacro e il profano che hanno unito associazioni e singole persone in una comunità dalla forte identità. Anche nella gestione del territorio. E questo merita rispetto: penso alla polemica sul nudismo sì, nudismo no che ha investito la foce del fiume Cesano. C’è stata – a tal proposito – l’ostentazione di un liberalismo delle idee che trovo francamente stucchevole: chi ha liquidato quella questione come una querelle fra “gli zotici” locali e “i cosmopoliti” venuti da lontano, ha dimostrato di non conoscere affatto la storia di quel luogo. Un luogo che, nel corso degli ultimi vent’anni, è stato oggetto di studi da parte delle Università e luogo di visite ricorrenti da parte di intere scolaresche, ed è evidentemente incompatibile con forme di naturismo totalmente fuori luogo.

Alla coesione sociale di Cesano contribuiscono e hanno contribuito fortemente anche le attività commerciali e artigianali della frazione, in cui hanno avuto un ruolo fondamentale le donne: i negozi di alimentari di Rina Manna e poi della famiglia Sabbatini, quello di Roberta Pelliccia e quello di Amalia e Marisa Cancellieri; la Pasta all’uovo di Graziella Mazzoli; la lavanderia di Federica Bizzarri con la collaborazione della sorella Gabriella; il negozio di Delia Montesi e quello “sempreverde” di Paola Giramondi; le parrucchiere Zandri Antonietta, le “gemelle” Dina ed Elisabetta Freddi e Diana Tombari; il bar Pongetti – Mantoni – oggi Lolì; quello di Bianca Bartolacci, che ha passato il testimone a suo figlio Walter Uliassi; la fornaia “Pina” in Sbriscia; il ristorante di Fermina e poi Aldina Guidarelli in Pongetti insieme a Luigi, Renato ed ora Aroldo; l’azienda di confezioni di Maria Grazia Girolimetti con occupa tante donne della frazione; la “Dede”, che insieme a suo marito Leonardo Formica prima e a sua nuora poi, ha gestito l’unica edicola della frazione, purtroppo attualmente chiusa. Queste donne hanno profondamente segnato il tessuto economico e sociale del quartiere e sono oggi di stimolo a chi ha saputo raccogliere la loro eredità proseguendo la loro attività o avviandone di nuove. E alle nuove giovani imprenditrici dobbiamo dire grazie perché, con il loro duro lavoro, contribuiscono in modo sostanziale a rendere Cesano vivo e accogliente e sono – insieme alle loro famiglie e ai loro dipendenti – un vero punto di riferimento per gli abitanti del quartiere.

Un quartiere che “pulsa” prepotentemente e instancabilmente nella vita delle persone che lo amano e lo criticano. Con la testa e il cuore di chi si fa custode dei luoghi e di chi li vive.

 

 

 

Abbiamo chiesto a 4 persone di diversa età, sesso e provenienza di dare un voto da 1 a 10 su quattro argomenti che, insieme, aiutano ad identificare – secondo chi scrive – il livello di benessere di una comunità solidale.

 

Prima persona intervistata: è un pensionato di circa 70 anni, che chiameremo Andrea Rossi; molto stimato, fortemente radicato e impegnato nella comunità.

Seconda persona intervistata: si chiama Fiorella Mirasole; pensionata; è fortemente impegnata nella comunità come responsabile della Caritas locale.

Terza persona intervistata: si chiama Davide Donati; ha 23 anni; è musicista e gira l’Italia con il suo gruppo Home by Three. E’ nato e cresciuto a Cesano.

Quarta persona intervistata: Marika Paolozza; anni 32; è sposata e ha un figlio di 7 anni; vive a Cesano da 7 anni; lavora in un vicino supermercato; è nata e cresciuta in provincia di Benevento. E’ fra i partecipanti al progetto dell’autocostruzione di Cesano.

 

The following two tabs change content below.
Lucia Mazzoli

Ultimi post di Lucia Mazzoli (vedi tutti)

leggi altri articoli

L'autore dell'articolo

Lucia Mazzoli
Lucia Mazzoli

Leggi altri articoli
leggi altri articoli

Articoli correlati

scrivi un commento

1 Commento

  1. Simonetta
    settembre 01, 08:48 #1 Simonetta

    a Cesano sono state fatte grandi trasformazioni ed altre sono in corso lungo la Statale Adriatica, in via Sanzio e nell’area ex Sacelit; secondo me in tutte queste novità c’è troppo cemento, manca lo spazio per vivere all’aria aperta, qualche albero. lo spazio per il verde andrebbe previsto come quello per i parcheggi esterni alle abitazioni.

    Rispondi al commento

Aggiungi un commento

I tuoi dati sono al sicuro! Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. Anche altri dati non saranno condivisi con altri. Tutti i campi sono obbligatori.