il caso della Guardia Medica di Ostra

aprile 18 21:24 2011 Stampa questo articolo

Opinione: quando la politica chiude gli occhi di fronte ai numeri

 

di Daniel Fiacchini

 

 

Dal giorno della nomina a Direttore di Zona il Dott. Pesaresi, chiamato ad amministrare la Zona Territoriale 4 di Senigallia, è sottoposto a critiche costanti. Ultimo oggetto del contendere è la decisione di sopprimere la postazione di Guardia Medica di Ostra, decisione presa nell’ambito delle attività di riorganizzazione del Servizio di Continuità Assistenziale. La proposta è presentata nel progetto dal titolo “Riorganizzazione dell’attività di Continuità Assistenziale e potenziamento del Pronto Soccorso”, pubblicato nel gennaio scorso sul sito della Zona Territoriale (http://www.asurzona4.marche.it) e nelle attività di riorganizzazione si prevede che il territorio attualmente servito dalla postazione di Guardia medica di Ostra (Comuni di Ostra e Ripe) sia ridistribuito alle postazioni già attive a Corinaldo e Ostra Vetere (vedi tabella a lato).

A fronte di una tale riorganizzazione era naturale che l’attuale Sindaco di Ostra,  Massimo Olivetti, si impegnasse attivamente ad avversare la decisione tecnica della Direzione di Zona. Ma anche il Partito Democratico di Ostra si è opposto con fermezza alla riorganizzazione. Dunque la decisione tecnica della Direzione di Zona sta scontentando tutte le forze politiche, impegnate a fare quadrato attorno al Sindaco Olivetti per scongiurare una riorganizzazione che si ritiene  svantaggiosa e dannosa per il territorio locale.

Le motivazioni addotte dal “fronte del no” sono state espresse pubblicamente attraverso comunicati stampa trasmessi nei primi giorni del mese di febbraio. Si asserisce che il Comune di Ostra è quello con il maggior numero di abitanti dell’entroterra e che in passato è già stato penalizzato con la chiusura dell’Ospedale e la sua mancata riconversione in RSA. Si insiste, in particolare, sulla presenza di  una casa di riposo con più di 80 utenti di cui più della metà (48), in residenza protetta.

Fino a qui giungono i fatti a cui tutti abbiamo assistito. Ora permettete che esprima alcune considerazioni tecniche, senza entrare nel merito delle modalità di condivisione delle scelte attuate dal Dott. Pesaresi.

Il lavoro di Guardia Medica si esplica su tre attività principali: visite ambulatoriali, visite domiciliari e consulenza telefonica. Rispetto a queste ultime non c’è bisogno che io spieghi l’inutilità di avere un Medico di guardia sul proprio territorio. Anche per le visite domiciliari, in realtà, il problema non dovrebbe porsi: i Medici di guardia si sposteranno ogni qualvolta riterranno necessario farlo, indipendentemente dalla sede in cui la visita debba essere svolta. A questo proposito è necessario sottolineare che le visite domiciliari effettuate dalla Guardia Medica non dovrebbero rispondere ai caratteri dell’urgenza: quando la richiesta di un cittadino appare urgente il 118 provvede al soccorso con mezzi alternativi e l’intervento della Guardia Medica è generalmente escluso perché sono le ambulanze a muoversi (anche se, soprattutto nei Comuni dell’interno, può accadere che il Medico di guardia debba intervenire per primo in attesa dell’arrivo dei mezzi del 118 provenienti da Senigallia). Infine ci sono le visite ambulatoriali: certo, avere una sede di Guardia Medica sotto casa può essere molto comodo, ma in quante occasioni un comune cittadino si trova nelle condizioni di dover fruire di questo tipo di servizio? Dai dati zonali si ricava che l’utilizzo del servizio di Guardia Medica è, ovviamente, molto limitato. Il progetto zonale riferisce a questo proposito un numero significativo: 0,23; si tratterebbe del numero medio annuo pro-capite di prestazioni di Continuità Assistenziale richieste dai cittadini residenti nella nostra Zona Territoriale. Cosa significa in termini pratici? Che ogni cittadino utilizza il Servizio di Guardia Medica, in media, una volta ogni quattro – cinque anni. E qualora un cittadino bisognoso si trovasse nell’impossibilità di raggiungere la più vicina sede di Guardia Medica? Nella pratica lavorativa dei Medici di Continuità Assistenziale ogni esigenza specifica viene opportunamente valutata e nessun bisogno reale viene lasciato  insoddisfatto.

Dunque a Ostra il Servizio di Guardia Medica sarà soppresso? La risposta non può essere che univoca: no! La postazione di Guardia medica sarà chiusa ma il Servizio non sarà soppresso perché il cittadino ostrense potrà beneficiare del prezioso lavoro svolto dai Medici di Continuità Assistenziale come un tempo, con l’unica differenza che nella necessità di dover raggiungere la sede di Corinaldo dovrà percorrere i 14 km di strada che separano i due comuni, una distanza di poco superiore a quella che viene attualmente percorsa dal cittadino di Serra de’ Conti che deve raggiungere Ostra Vetere o da quello di Ripe che deve raggiungere Ostra, senza che fino ad oggi nessuno si sia mai lamentato.

E allora di cosa stiamo parlando?

Stiamo parlando di quell’atteggiamento, ben documentato anche in questa vicenda, che vede, talvolta, i politici impegnati a sostegno di posizioni che hanno poca validità tecnica ma che rispondono a interessi di parte. E quando su un territorio si toccano i servizi offerti sono tutti pronti ad affilare i coltelli e poco importano le questioni tecniche: c’è una cittadinanza a cui spiegare perché un servizio è stato riorganizzato sfavorevolmente rispetto al territorio che si difende… e i cittadini votano!

Normalmente questi atteggiamenti difensivisti sono sostenuti da argomentazioni deboli, quanto debole può essere un superlativo, un comparativo o un argomento intellettuale quando a questi sono contrapposti dati chiari e inconfutabili. Dal fronte del “no alla chiusura” abbiamo sentito parlare di “interruzione di servizio”, di “decisione gravissima”, di “fatto gravissimo” a fronte di un “servizio assolutamente essenziale”. Che dire invece delle 2,6 visite ambulatoriali, delle 1,5 visite domiciliari e delle 0,8 consulenze telefoniche per singolo turno di Guardia Medica? Questi sono i dati medi di attività relativi alla sede di Ostra su cui ci si dovrebbe confrontare. E che dire, più in generale, delle risorse sempre più esigue messe a disposizione del Sistema Sanitario? Chi deve rimanere scoperto quando la coperta è corta?

Un caloroso invito al Sindaco di Ostra e a tutti coloro che lo stanno appoggiando nella battaglia contro la Direzione di Zona: il Paese che rappresenta come Sindaco perderà la postazione di Guardia Medica e allora chieda con forza, ne ha tutto il diritto, che i benefici provenienti dalla riorganizzazione (quantificabili in 143 mila euro all’anno) siano riversati in altra forma sul territorio ostrense. Questo credo sia doveroso oltre che legittimo.

Un’ultima personale considerazione. In generale non posso nascondere la mia avversione per chi non fa nulla con l’obiettivo politicamente corretto di non scontentare nessuno. Per questo motivo, in riferimento alla riorganizzazione del Servizio di Continuità Assistenziale, che pure ha dei punti deboli (vedi questione pronto soccorso), il mio personale plauso va alla Direzione di Zona e al Dott. Pesaresi. Spero vivamente, da cittadino residente nella Zona Territoriale 4, prima che da medico, che questo intervento tecnico sia solo il primo passo verso un’amministrazione del sistema sanitario locale attenta alla risoluzione delle inefficienze che gravano da sempre sulla sanità e votata alla necessaria razionalizzazione e non al puro e semplice “taglio” delle sempre più esigue risorse locali.

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