Il verde e la città storica

ottobre 04 22:53 2011 Stampa questo articolo

Recuperi urbani

e ambiente

di Roberto Primavera

Pubblichiamo volentieri due contributi critici, significativi, sulla riqualificazione dei giardini Catalani.
Uno inviatoci da Americo Alessadrini, che propone il punto di vista di un cittadino attento ai cambiamenti della sua città e dispiaciuto per la perdita di un luogo della memoria personale e generazionale.
L’altro, da noi stimolato, di Virginio Villani, stimato studioso di storia locale che, ricostruendo la genesi dell’intervento sull’area e pur condividendone l’impostazione, lamenta lo scarso rigore esecutivo finale.  
La restituzione dei giardini Catalani, riqualificati così come li vediamo oggi, è il risultato di alcuni mesi di acceso dibattito in seno alla maggioranza che governa la città, in cui  si sono confrontate due volontà: da una parte quella di ristrutturare un giardino pubblico  a servizio del centro storico, dall’altra quella di riqualificare un’area verde a ridosso delle mura storiche, con l’obbiettivo di restituirgli visibilità, data la loro importanza monumentale. Questa seconda ipotesi, per cui poi si è scelto di lavorare, senza negare l’importanza e la fruibilità dell’area come giardino pubblico, auspicava un intervento sobrio e leggero, tale da consentire la visibilità delle mura. Ma non solo: tale da far immaginare, intravedere ai cittadini quale stupendo biglietto da visita della città potrebbero essere le sue antiche mura, una volta  restaurate e restituite allo sguardo. Un aspetto questo, oggi, effettivamente difficile da negare, visti i risultati, dopo il restauro del bastione Portone e dopo, appunto, la pulizia delle mura dei giardini Catalani (che rimangono comunque, a loro volta, in attesa di un vero restauro).
Stanno proprio qui, secondo, noi l’importanza e la forza dell’intervento in questione. Nel prefigurare l’austera bellezza, e quindi la necessità di perseverare in quella direzione, della cinta murata libera da ingombri.
Proviamo solo ad immaginare l’impatto estetico, dell’eventuale riqualificazione del tratto che va dalla curva della Penna allo stradone Misa, una volta resa possibile la delocalizzazione dei parcheggi e la loro sostituzione con altre aree verdi.
Progetti estremamente ambiziosi, sopratutto considerando l’attuale fase di crisi economica in cui è sempre più difficile, per gli Enti Locali, reperire fondi per opere importanti. E in questo caso tra le opere importanti rientrano, necessariamente, i parcheggi in struttura  che dovranno rendere possibile la liberazione delle aree interessate.
Ci sembra di poter dire quindi che l’operazione di recupero dei giardini Catalani si inserisce coerentemente in un progetto di riqualificazione  generale che, se rispettato, sarà molto importante per Senigallia.  Ciò non toglie che si possano apportare delle modifiche migliorative, come richiesto da molti cittadini e alcune associazioni, per rendere più fruibili i giardini Catalani, più panchine,  purché non  si stravolga l’impostazione di partenza che ci sembra condivisibile e lungimirante.  Anche qualche sobrio camminamento forse, non dimenticando però che l’area dei giardini Catalani destinata a prato è ora completamente permeabile e quindi coerente con la logica del risparmio nell’uso dei suoli molto cara a noi ambientalisti
Infine notiamo come i giardini in queste giornate di fine estate e inizio autunno siano frequentati  da gruppi di giovani, meno giovani e bambini per sdraiarsi in libertà, giocare, usare il computer con l’impianto WIFI.  E’ un uso libero, sociale, che per 3 stagioni su 4 potrà essere messo a punto

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