Oggi qui domani là io cerco la sanità

ottobre 05 21:40 2011 Stampa questo articolo

Le Aree Vaste stanno arrivando

sarà la transumanza dei pazienti?

 

di Daniel Fiacchini

 

Il tempo delle Zone Territoriali dell’ASUR è scaduto e le Aree Vaste non sono più una chimera ma una realtà. È questo l’elemento principale che scaturisce dal nuovo riordino della Sanità marchigiana (Legge Regionale n. 17 del 1 agosto 2011) che in breve tempo vedrà la sua attuazione su tutto il territorio regionale.

In passato in riferimento alle Aree Vaste non sono mai riuscito a capire di cosa si stesse parlando. Per anni ho pensato che fossero castelli di sabbia. Interpretavo l’insistenza sulle Aree Vaste in chiave doppiamente negativa: da un lato l’ancoraggio ad una riorganizzazione pensata su carta ma non tangibile da un punto di vista tecnico e dall’altro l’ennesimo passo verso il disconoscimento del modello dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) e quindi l’ammissione, indiretta e tardiva, di un errore politico: l’ASUR contro l’organizzazione in ASL provinciali che l’opposizione al governo regionale caldeggiava con insistenza. La recente revisione della Legge 13 regionale sembra oggettivamente porre le basi per un percorso orientato verso il superamento dell’ASUR a beneficio di future Aziende Sanitarie provinciali. Ma andiamo con ordine e proviamo a lasciare da parte le interpretazioni per concentrarci sugli eventi. Di seguito riporterò i fatti salienti delle ultime settimane, avendo piena consapevolezza del fatto che si tratterà di un racconto sommario e destinato a mutare da un giorno all’altro.

Il primo fatto certo è definito dalla revisione della Legge 13 del 2003 compiuta con l’emanazione della Legge Regionale 17 del 1 agosto 2011. Non ci sono dubbi interpretativi: l’ASUR sarà suddivisa in 5 Aree Vaste. Non sussisterà più, dunque, la suddivisione del territorio nelle 13 Zone Territoriali.

Per molto tempo ci si è interrogati su quale sarebbe stata la “geometria” delle Aree Vaste, cioè come il territorio sarebbe stato suddiviso e quali Zone Territoriali sarebbero state aggregate in Area Vasta. Alcuni insistevano perché fosse applicato il criterio dell’omogeneità del territorio e si vociferava della possibile identificazione di un’area vasta trasversale montana, comprendente i territori di Camerino, Fabriano e Urbino. Altri ipotizzavano aggregazioni più funzionali al tipo di servizi offerti. Altri ancora ritenevano opportuno tenere conto del bacino d’utenza. Alla fine è prevalso il criterio geografico-politico e con la modifica alla Legge Regionale 13/2003 si è stabilito che le Aree Vaste dovessero corrispondere, molto più semplicemente, ai territori provinciali. E così, per quanto ci riguarda, la Zona Territoriale 4 di Senigallia si unirà alle Zone Territoriali di Jesi, Fabriano ed Ancona per dare vita all’Area Vasta numero 2.

Nei primi giorni del mese di settembre la Giunta regionale ha inoltre definito le sedi amministrative delle Aree Vaste. Fabriano è stata scelta come sede dell’Area Vasta 2 e questa decisione ha scontentato molti: mancata condivisione delle scelte, mancato confronto, mancata trasparenza nella definizione dei criteri di scelta sono le principali accuse mosse alla Giunta. Secondo alcuni aver identificato Fabriano come sede di area vasta determinerà per la città di Senigallia una sempre maggiore dipendenza da Fabriano e un affievolimento del ruolo giocato dalle strutture sanitarie senigalliesi.

C’è chi, equivocando, ha pensato che l’identificazione delle sedi amministrative delle aree vaste corrispondesse ad una qualche azione di coordinamento tecnico da parte delle Zone Territoriali identificate: ragionamento sbagliato perché con l’identificazione delle sedi non si è fatto altro che decretare il luogo dove avranno sede gli uffici direzionali e amministrativi delle Aree Vaste.

Ben più importante era comprendere chi quelle sedi le avrebbe occupate da direttore di Area Vasta. La decisione non si è fatta attendere e il 19 settembre la Giunta regionale ha comunicato le nomine: per l’Area Vasta 2 la scelta è ricaduta sull’Ingegnere Maurizio Bevilacqua. Una scelta che non sorprende. Bevilacqua è uno dei pochi Direttori di Zona ad essere stato recentemente riconfermato nel suo ruolo, benché in una sede territoriale differente (Jesi, provenendo da Senigallia); nel passato è stato dirigente presso INRCA e Zona Territoriale 7 di Ancona, conosce perfettamente la situazione di Senigallia, dove è stato direttore per 4 anni, e quella di Jesi dove ha svolto negli ultimi due anni lo stesso incarico prima della nuovissima nomina a direttore di Area Vasta.

Ma veniamo al sodo! Perché immagino che le domande ricorrenti nella mente dei lettori siano: “Che tipo di cambiamenti c’è da attendersi? Il cittadino risentirà di questa riorganizzazione?” Ebbene i principali cambiamenti possono essere compresi da una semplice lettura della nuova Legge Regionale.

Per quanto riguarda gli ospedali: l’assistenza ospedaliera nell’Area vasta sarà garantita dalla presenza di un unico “presidio ospedaliero” che aggregherà funzionalmente tutti gli “stabilimenti ospedalieri” (come li definisce la nuova Legge) aventi sede nella medesima Area Vasta. A questo punto è legittimo chiedersi come possano coesistere nella stessa Area Vasta ben cinque stabilimenti ospedalieri (è il nostro caso, per la presenza degli ospedali di Senigallia, Osimo, Jesi, Cingoli e Fabriano) e come le funzioni dei cinque ospedali possano essere integrate. Vi sono due scenari possibili: il primo è che la Giunta regionale e la Direzione generale dell’ASUR decidano di prevedere più presidi ospedalieri nella medesima Area Vasta (è un meccanismo che la Legge consente) e che quindi nulla cambi rispetto all’organizzazione attuale; il secondo scenario possibile è che, effettivamente, si costituisca un unico presidio ospedaliero nel quale, per mezzo di una profonda riorganizzazione dipartimentale, le unità operative dei vari stabilimenti ospedalieri possano trovare la migliore collocazione possibile, assicurando l’integrazione delle funzioni operative. Quest’ultimo scenario è, ovviamente, il più temuto da parte degli operatori: richiederebbe con molta probabilità il sacrificio di alcune unità operative e la riconversione di altre. Come pensare, infatti, che nella stessa Area Vasta possano coesistere, per fare solo un esempio, cinque Unità Operative di Medicina? In Italia siamo abituati a realtà ben peggiori ma in tempi di ristrettezze economiche credo sia naturale attendersi una settorializzazione territoriale e dunque potrebbe succedere che a Senigallia ci si specializzi su certe tipologie di intervento chirurgico e a Jesi o Fabriano su altre, oppure che le malattie ematologiche siano curate in una sede e l’ipertensione arteriosa in un’altra. Cosa accadrà al Pronto Soccorso? Cosa accadrà alla Radiologia? Cosa accadrà al Laboratorio analisi?

È presto per dirlo con certezza. La Legge non lo chiarisce e il sistema sanitario regionale è nel mezzo di una riorganizzazione tale per cui passerà del tempo prima che gran parte di questi dubbi siano chiariti.

Per quanto riguarda i distretti sanitari: il loro numero dovrà coincidere con quello delle vecchie Zone Territoriali. A questo proposito la situazione senigalliese non cambierà, perché il numero dei Distretti è già stato ridimensionato ad un’unica unità. La novità potrebbe derivare dalla nomina del Direttore di Distretto che dovrebbe essere uno dei primi atti formali espletati dal direttore di Area Vasta. Ma anche in questo caso non dovrebbero esserci sorprese: l’attuale Direttore di Distretto, il Dott. Gilberto Gentili è già stato confermato in questo ruolo dallo stesso Bevilacqua durante gli anni della direzione della Zona Territoriale di Senigallia e non ci sono motivi per cui questa scelta debba essere modificata. C’è di più! I Direttori di Distretto svolgono questa funzione avendo vinto un concorso pubblico e non credo sia corretto parlare di “nomine”! Stesso discorso vale per i Direttori di Struttura Complessa (meglio conosciuti come “Primari”), vincitori di concorso pubblico e incaricati per un periodo determinato di tempo. Al termine di questo periodo potrebbero non essere riconfermati nel loro incarico, non prima.

Parliamo infine della prevenzione: degli attuali quattro Dipartimenti di Prevenzione ne rimarrà uno solo. Non è ancora chiaro come saranno riorganizzati i Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione, molto probabilmente alcune funzioni saranno garantite in Area Vasta mentre le principali funzioni operative (penso alle attività vaccinali) dovranno essere garantite a livello di ogni singolo distretto. Ma anche in questo caso non ha molto senso che sussistano nella stessa Area Vasta quattro Servizi Igiene e Sanità Pubblica o quattro Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione, di conseguenza una riorganizzazione in Area Vasta è attesa.

Dunque il passaggio da Zone Territoriali ad Aree Vaste non sarà immediato e per alcuni versi non sarà indolore. Sulla carta sembra che molte cose siano destinate a cambiare.

Ma in tutto questo trambusto decido di azzardare la previsione, peraltro auspicabile, che per il cittadino senigalliese non cambierà proprio nulla. La stessa assistenza da parte di tutte le articolazioni del servizio sanitario, ospedaliera, territoriale e preventiva, gli stessi pregi e difetti, reali o percepiti, soprattutto gli stessi operatori sanitari che si sforzeranno, nonostante tutto, di dare il massimo, giorno dopo giorno.

 

 

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