Potenziare i nuovi scenari di offerta turistica

aprile 21 11:09 2011 Stampa questo articolo

Intervista  Massimo Colocci, l’assessore ai turismi di  Senigallia

 

di Roberto Primavera

 

Massimo Colocci, senigalliese doc, architetto, professionista e docente di “Storia e progettazione urbana” all’Università di Tor Vergata a Roma è l’uomo in più della giunta Mangialardi. E’ il tecnico chiamato a gestire una nuova delega, l’Assessorato ai Turismi ed Eventi, con il compito ambizioso di intuire le nuove tendenze dei flussi turistici e stimolare l’imprenditoria locale, coadiuvandola nello sforzo di adeguamento e rinnovamento delle proposte. La partita si gioca sul piano della conoscenza della realtà economica locale e su quello della promozione e della comunicazione. E’ una partita fortemente condizionata dalla crisi economica e dai tagli alle risorse che stanno subendo i comuni, ma ineludibile. Per vincerla, la premessa fondamentale non può che essere una città, Senigallia, sempre più bella, sana, attrezzata e ospitale in tutte le sue espressioni e in tutto il suo territorio. Riuscirà l’assessorato di Massimo Colocci a porsi come una risposta strategica a queste sfide? Questo il senso di questa intervista cui daremo seguito nei prossimi mesi andando ad ascoltare anche i cittadini e gli operatori.

Come tutti sappiamo il turismo è la fetta più importante dell’economia senigalliese, di conseguenza lei dovrebbe essere un assessore molto importante, se non il più importante. E’ così?

No. Non è pensabile una gerarchia tra noi assessori del comune di Senigallia, dato che l’agire di squadra  che contraddistingue la nostra attività ci porta a condividere e a sentirci corresponsabili delle azioni amministrative nei vari settori, pur nel rispetto delle reciproche competenze e deleghe. Questa è l’impostazione che ci ha richiesto il Sindaco Maurizio Mangialardi quando ci ha chiamato a condividere questa importante esperienza amministrativa e che ci ha trovato entusiasticamente concordi.

Quali sono i compiti dell’assessorato ai turismi che lei presiede? Cioè, oltre a programmare le varie manifestazioni per attrarre turisti e a pubblicizzare in vari modi la città e il territorio circostante, le spetta anche di articolare un progetto, un modello di turismo, verso cui tendere?  Esiste questo modello? E se esiste quali sono gli strumenti e le risorse che ha a disposizione per perseguirlo?

Promuovere in Italia e all’estero la città e il territorio, fornire ai cittadini e ai turisti servizi contemporaneamente di svago e di acculturazione, attraverso la qualità delle proposte, accrescere e consolidare l’immagine della città come attrattore di flussi, e con ciò supportare le attività economiche e imprenditoriali degli operatori del settore, sono le priorità insite nelle deleghe di mia competenza. Ma oltre a ciò mi sono posto degli obiettivi che guardino avanti: la sottolineatura della delega alla promozione dei “turismi” comporta un impegno a lavorare per modelli di turismo che affianchino il modello tradizionale e identitario della città di Senigallia. Potenziare gli embrioni di proposte che esaltino i vari settori strettamente connessi, come quello sportivo, sociale, congressuale, termale, culturale, enogastronomico, delle tipicità del territorio, significa aggiungere e affiancare alle proposte, in parte già presenti, nuovi scenari di offerta turistica, nuove opportunità di occupazione, nuovi motori economici, e favorire il trend di crescita, rilevabile nel recente passato, di una città che sempre più si propone come modello di un turismo vivace, attrattivo e proiettato nel futuro.

Negli anni scorsi, soprattutto durante i due mandati Angeloni, a Senigallia sono state fatte dal punto di vista urbanistico delle scelte importanti ed impegnative che impattano e impatteranno molto sul turismo:  lo studio di inquadramento operativo (SIO) della fascia costiera, la variante di tutela e valorizzazione della fascia litoranea,  le varianti al piano degli arenili ecc. ecc. Diverse trasformazioni per valorizzare le risorse della nostra costa e per offrire occasioni di rinnovamento dell’offerta turistica senigalliese. Sono oggi ancora valide e praticabili quelle prospettive o vanno declinate diversamente alla luce dei cambiamento del quadro generale?

Non solo sono estremamente attuali, e ne danno testimonianza gli aggiornamenti normativi e programmatici in corso e di prospettiva, ma nel prossimo futuro penso che si dovrà mettere in cantiere uno studio di dettaglio della costa che unifichi e attualizzi, anche con studi economici di settore, il quadro normativo attuale.

Guardando in prospettiva storica: dopo il boom del turismo di massa la costa senigalliese è stata negli ultimi decenni sottoposta ad una grande pressione immobiliare, ora che il turismo sembra sempre più orientarsi verso una offerta integrata costa-territorio come si può operare per adeguare l’ospitalità senigalliese?

Va sicuramente posta grande attenzione ai nuovi modelli di ricettività, che debbono integrare l’albergo tradizionale con layout insediativi più attuali, sia sulla costa, che non significa solo sul mare in prima fila, che all’interno, dove l’integrazione costa-territorio si possa ben coniugare con offerte complementari legate a circuiti tematici e originali, che possono costituire valore aggiunto al tradizionale ma non più sufficiente binomio hotel-spiaggia. Mi riferisco all’ospitalità rurale, all’albergo diffuso, alle taverne distribuite sui percorsi del territorio, che avrebbero anche la caratteristica di favorire la destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Per esempio, sembra che diversi operatori stiano investendo energie e capitali sulla valorizzazione del territorio (agriturismo, percorsi per cicloturisti, ristorazione a filiera corta ecc.), ci sono progetti dell’amministrazione per promuovere, sostenere  e mettere in rete queste, o anche altre, esperienze promettenti?

La risposta a questa domanda è contenuta nel punto precedente, e un’azione di programmazione in tal senso è negli intenti miei e dell’amministrazione, e coinvolgeremo nella costruzione di questo programma le forze più attente e disponibili che si occupano del settore.

La variante di costa ha scommesso sulla possibilità di operare una riorganizzazione complessiva della ospitalità extralberghiera attraverso la delocalizzazione dei campeggi (Ecocamp) e la realizzazione del parco litoraneo. Ad oggi gli strumenti sono operativi ma occorre giungere all’accordo di programma con i gli operatori. Cosa ha fin qui ostacolato lo sviluppo di questo progetto e come intende operare in tal senso?

Più che ostacoli allo sviluppo di questi progetti, che per ora sono solo studi di riferimento, pur se importanti e approfonditi, vedo proprio la necessità di trasformarli in strumenti operativi, magari nell’occasione del citato “piano di costa”. Nel frattempo rappresentano un riferimento per le operazioni di trasformazione in atto o in programma, che man mano ne recepiscono i principi informatori.

L’area Sacelit-Italcementi: una grande occasione di sviluppo per alcuni, una macroscopica operazione immobiliare per altri, su questi temi la città si confronta da anni senza trovare una vera condivisione; con i lavori in procinto di partire possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati raggiunti o dobbiamo rammaricarci dell’occasione perduta? Ritiene verosimile l’idea che questo nuovo quartiere potrà rappresentare una nuova centralità nel panorama turistico cittadino?

L’area Sacelit-Italcementi e il Nuovo Porto rappresentano una trasformazione epocale del tessuto urbano, paragonabile a quelle che nel passato hanno caratterizzato la geografia urbana di Senigallia. Essere riusciti a guidare e a controllare tali interventi rappresenta una grande conquista per la città e per l’amministrazione. Il nuovo polo urbano e il rinnovato rapporto che questo determina sia tra i settori nord e sud della fascia costiera, che tra questa e il centro cittadino innescano nuovi equilibri per la città e per il territorio.

Molti si chiedono se la Senigallia turistica potrà reggere la contemporanea presenza degli ulteriori tre Alberghi a 4-5 stelle previsti (ex Sacelit-Italcementi, ex Enel, ex Hotel Bagni), ci saranno così tanti nuovi turisti? E facoltosi per giunta? Esiste un qualche studio dell’amministrazione sulla sostenibilità economica di questi progetti?

L’evoluzione e la crescita della città nel suo insieme e nel settore turistico in particolare consentono di guardare a queste opportunità come adeguamenti e allineamenti dell’offerta ricettiva ad un modello sicuramente più ambizioso dell’attuale, ma consono a quell’idea di città simbolo del turismo regionale, che potrà affiancare alle strutture e ai contenitori storici, unici nel suo genere, come la Rotonda a Mare, il Foro Annonario, la Rocca Roveresca, adeguate strutture ricettive che vadano a completare quell’immagine di eccellenza di cui la città già gode.

 

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