Il ruolo della politica

aprile 19 23:40 2011 Stampa questo articolo

Ambiente economia cura della terra

 

 

di Marco Giardini

 

 

Il Comune di Senigallia con le sue 600 aziende, in base al censimento sull’agricoltura che circa 10 anni fa interessò i 49 Comuni della Provincia di Ancona, si collocava al secondo posto dietro Fabriano.

A seguire Osimo con 545, Arcevia con 530, Jesi con 510, Ancona con 470 e così via.

A gennaio di questo anno è terminato il nuovo censimento e per conoscere i primi dati e gli eventuali mutamenti dovremo attendere la fine del 2011.

Ciò nonostante sappiamo che molti sono stati i cambiamenti avvenuti in agricoltura. Tra gli altri ricordiamo la multifunzionalità, la specializzazione aziendale verso le tipicità locali, l’enogastronomia e l’agriturismo. Nella fase di passaggio generazionale, post-mezzadrile e non solo, si è affacciata sul mercato, con professionalità e voglia di affrontare le nuove sfide dell’agricoltura, una importante imprenditorialità giovanile.

All’agricoltura convenzionale (grano, girasole, mais, ecc.) si è affiancata in maniera considerevole l’agricoltura specializzata: dalle colture per la produzione di sementi alle “produzioni di nicchia” con filiere complete e di alta qualità (aziende che producono la materia prima, la lavorano e la commercializzano anche direttamente in loco: vini, olio, farine, frutta e verdura, carne, formaggi, ecc.) sempre a più stretto contatto con il consumatore, le famiglie, la ristorazione e le agenzie turistiche.

Nel frattempo anche la qualità ha subito dei mutamenti. Si è fatta strada la etichettatura con la tracciabilità degli alimenti, l’autocertificazione corredata da appositi disciplinari che descrivono l’origine e le caratteristiche del prodotto (anche se il controllo da parte delle Autorità sanitarie, dell’antisofisticazione, ecc., rimane pur sempre la migliore garanzia per il consumatore), permettendo ad una fascia più ampia di cittadini di conoscere più da vicino il contenuto, la provenienza e il produttore.

Il cittadino ha riscoperto i valori dell’ambiente, della natura e della terra. Anche l’uso del suolo viene visto con maggiore attenzione da parte degli Amministratori (vedi il Comune di Senigallia e l’azione de La Città Futura nel programma dell’Amministrazione). Meglio zero occupazione del suolo agricolo e massima attenzione al recupero dell’esistente: aree industriali e artigianali abbandonate, centri urbani in disfacimento e da recuperare, ecc.

Senigallia ha rappresentato un laboratorio di nuove esperienze e di innovazioni importanti anche nel campo dell’agricoltura biologica e dei Gruppi di Acquisto di prodotti agricoli (oggi GAS e non solo).

Da sottolineare le iniziative volte alla conoscenza diretta delle aziende agricole presenti nel nostro territorio, una specie di “Strada delle fattorie”, promosse da varie Associazioni ed Enti come ad esempio “Cantine Aperte”, “Andar per Frantoi”, ecc.. Oppure l’Associazione “Terre di Frattula”: aziende agricole e artigianali di cinque Comuni -Senigallia, Corinaldo, Ripe, Monterado e Castel Colonna- che si sono unite per valorizzare il nostro territorio; “Campagna amica” (aziende agricole che effettuano la vendita dei loro prodotti nel mercato di Senigallia); “Pane Nostrum”, che da oltre dieci anni svolge nella nostra Città, a metà settembre, una delle più importanti manifestazioni internazionali dedicata  alla tradizionale maestria dei panificatori ed alla storia della cerealicoltura e dei mulini locali; per avvicinare sempre più il consumatore all’uso del prodotto ottenuto con farine locali (vedi Pangallo e Pane di Frattula in distribuzione presso alcuni panifici della nostra Città). Tutte azioni che hanno consentito alla nostra Comunità di beneficiare anche del prestigioso Premio nazionale di Bandiera Verde Agricoltura, riservato ai Comuni che hanno investito e dedicato attenzione alla qualità delle produzioni agricole.

Anche l’associazionismo è una realtà che potrebbe rappresentare occasioni di rilancio soprattutto nel settore ortofrutticolo del nostro Comune e della Regione Marche, con prodotti biologici, in terreni idonei e di una certa estensione (vedi terre degli Enti pubblici, morali e religiosi, ecc.).

La Città Futura, sia il giornale che la formazione politica, dovrebbero concorrere allo stimolo di nuove esperienze ed avviare una serie di confronti ed approfondimenti sulle tematiche relative all’agricoltura e al mondo che a monte e a valle lo circonda: industria di mezzi tecnici o di lavorazione e distribuzione, agricoltori, organizzazioni sindacali e professionali, amministratori, ecc.

Anche sulle tecniche di coltivazione e di mantenimento del suolo sarebbe opportuno avviare una riflessione, con agronomi e geologi, riguardo il crescente cedimento a valle dei terreni agricoli.

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